Siena (sabato, 6 settembre 2025) — Per un giorno intero la Toscana ha trasformato la cultura in un cantiere aperto, dove si sono intrecciati pensieri, progetti e visioni sul domani.
di Valeria Russo
A rispondere non è stata una sola voce, ma un coro formato da operatori, istituzioni e associazioni che hanno scelto di condividere idee e osservazioni durante le due sessioni di Facciamo contare la cultura. Politiche per una Toscana contemporanea creativa.
Il senso del percorso avviato in questi anni emerge proprio dall’ascolto: la capacità di dare spazio ai professionisti del settore, alle comunità locali, ai Comuni che diventano i primi custodi delle politiche culturali. È così che la Regione ha provato a ridisegnare la propria strategia, intrecciando contributi e bisogni concreti.
Fondamentale, in questa architettura, il ruolo delle fondazioni bancarie, viste come partner indispensabili per garantire continuità e sostegno economico. Non solo risorse pubbliche, dunque, ma un’alleanza più ampia, capace di dare forza e stabilità ai progetti.
La scelta di tenere la delega alla cultura all’interno della presidenza regionale non è stata simbolica: significa riconoscere la centralità di questo settore, tanto che nel 2025, le risorse per la cultura hanno trovato nuovo ossigeno: il budget regionale ha raggiunto quota 32 milioni.
L’obiettivo finale è già tracciato. Tutto il lavoro di raccolta, discussione e sintesi porterà alla nascita del nuovo Testo Unico della Cultura, previsto per l’inizio della prossima legislatura. Un testo che non sarà frutto di una scrittura solitaria, ma di un cammino collettivo: il risultato di tre anni di incontri, di ascolto diffuso e di una convinzione comune, cioè che la cultura non sia un ornamento, ma il cuore stesso della Toscana contemporanea.
Last modified: Settembre 6, 2025

