Siena (sabato, 19 luglio 2025) — Per troppo tempo è rimasto chiuso, silenzioso, un’infrastruttura lasciata ai margini mentre attorno cambiava il mondo. Oggi, però, l’aeroporto di Ampugnano si prepara a riaprire le ali.
di Valeria Russo
Non più un’ipotesi o un desiderio vago, ma un progetto concreto: un piano di rilancio che porta con sé una visione moderna, un investimento pubblico già stanziato di 34,5 milioni di euro e una promessa mantenuta dopo anni di attese.
Alla base, un lavoro sotterraneo ma instancabile, durato tre anni e condotto senza clamori. Un impegno costruito passo dopo passo grazie all’azione congiunta di rappresentanti istituzionali e figure imprenditoriali, che hanno creduto in questo progetto non come una semplice opera pubblica, ma come un’occasione per dare respiro a un’intera area.
In questo modo, Siena si propone come progetto pilota a livello nazionale per la rigenerazione di 22 scali secondari, puntando su soluzioni moderne, adattabili e a basso impatto ambientale.
Il nuovo scalo di Ampugnano, che dovrebbe essere pronto entro il 2027, sarà molto diverso da quello abbandonato. La nuova configurazione dell’aeroporto prevede un’attività contenuta, con collegamenti giornalieri operati da velivoli di piccole dimensioni, ciascuno con una capienza di undici passeggeri, per un totale massimo di otto tratte quotidiane, progettate per integrarsi con equilibrio nel contesto paesaggistico e ambientale.
A sostenere questo modello ci sarà anche un impianto fotovoltaico da 15,5 MWp, destinato a produrre oltre 31 milioni di kilowattora all’anno. Produzione di energia rinnovabile, risorse economiche ben indirizzate, un rendimento annuo previsto di 2,5 milioni di euro e una significativa diminuzione delle emissioni inquinanti.
Dietro la rinascita di Ampugnano c’è un fronte compatto. Il deputato senese Francesco Michelotti, il presidente della Commissione Trasporti Salvatore Deidda, e l’imprenditore Giorgio Maggiorelli, promotore dell’idea di un aeroporto come snodo turistico e logistico, hanno lavorato con costanza per trasformare un’ipotesi in un progetto esecutivo.
Anche Enac ha avuto una funzione determinante, con l’intervento del presidente Pierluigi Di Palma e del direttore generale Alexander D’Orsogna, che durante l’incontro istituzionale svoltosi ieri a Palazzo Berlinghieri hanno illustrato nel dettaglio le caratteristiche del piano.
Prima dell’incontro pubblico, la delegazione ha visitato l’aeroporto per un sopralluogo tecnico. Ad attenderli anche una rappresentanza del Comitato ‘No aeroporto’, storicamente critico rispetto al progetto, affiancata dal sindaco di Sovicille. Le opinioni contrarie non sono state ignorate: nella fase successiva, i rappresentanti istituzionali si sono confrontati con i membri del comitato per rispondere a dubbi e perplessità.
Un’apertura al dialogo che ha incluso anche la possibilità di integrare nel progetto spazi sportivi, come un centro per l’atletica, armonizzandoli con la nuova struttura aeroportuale. La trasformazione di Ampugnano andrà ben oltre l’aspetto tecnico del volo e delle infrastrutture. Il terminal sarà modulare, costruito con materiali naturali e resistenti, pensato per essere luminoso, accogliente e facilmente ampliabile.
Verranno edificati nuovi hangar, una foresteria per operatori e personale, una torre di controllo all’avanguardia e parcheggi potenziati. Il cuore dell’aeroporto sarà sostenibile: illuminazione a basso consumo, impianti tecnologici di ultima generazione e sistemi avanzati per la gestione delle operazioni di volo.
Ma c’è di più. La nuova struttura sarà pensata anche come luogo di vita. Un ristorante aperto ogni giorno, percorsi ciclabili per raggiungerlo senza automobile, spazi ricreativi e simulatori di volo a disposizione delle scuole. Il progetto è disegnato per includere, per aprirsi al territorio, per trasformarsi in un punto di incontro e non in un’infrastruttura chiusa su sé stessa.
L’investimento sul fotovoltaico sarà tra gli elementi più innovativi. Oltre ai benefici diretti in termini di energia, l’area potrebbe diventare un modello per la creazione di comunità energetiche locali, capaci di rifornire edifici pubblici e istituzioni con energia pulita. La stima di rendimento è chiara: un ritorno del 22,8%, con un periodo di ammortamento di circa sette anni. Numeri che parlano la lingua dell’efficienza e della sostenibilità.
Sul piano operativo, il servizio inizierà con tratte flessibili e su richiesta, affidate a velivoli di dimensioni ridotte pensati per collegamenti brevi. Con il tempo, l’offerta potrà ampliarsi grazie all’integrazione di soluzioni tecnologiche avanzate, come droni e aeromobili a propulsione elettrica. Non si punta a creare un grande snodo aeroportuale, ma una rete efficiente e leggera, calibrata sulle reali esigenze del territorio.
La tabella di marcia prevede di completare la fase progettuale entro la fine del 2025, mentre l’ultimazione dei lavori è stimata entro il 2027.. Due anni per trasformare un’area dimenticata in un motore di sviluppo. Un tempo ragionevole, che dovrebbe garantire una transizione ordinata, senza strappi e con attenzione alle esigenze locali.
Siena, insomma, non avrà soltanto un aeroporto. Avrà un luogo pensato per il futuro. Uno spazio capace di coniugare tecnologia e paesaggio, mobilità e lentezza, sostenibilità e servizio. Ampugnano diventerà un laboratorio a cielo aperto, un esempio concreto di come si possa rilanciare un’infrastruttura pubblica con intelligenza, rispetto e visione.
In un’Italia spesso divisa tra promesse non mantenute e opere incompiute, questo progetto racconta una storia diversa. Racconta di una comunità che prova a ritrovare il centro, di una città che vuole riconquistare il suo spazio nei collegamenti nazionali e internazionali. Non sarà un decollo roboante, ma sarà stabile. E, questa volta, l’atterraggio è previsto.
Last modified: Luglio 19, 2025

