Siena (lunedì, 15 settembre 2025) — Mercoledì 24 settembre 2025, l’Università di Siena accoglierà uno degli eventi più significativi del suo calendario culturale e accademico.
di Valeria Russo
Nell’Aula magna del Rettorato sarà conferita a Steve McCurry la laurea magistrale ad honorem in Antropologia e linguaggi dell’immagine, un riconoscimento che celebra non solo la carriera di un grande fotografo, ma anche il suo contributo nel trasformare la fotografia in strumento di comprensione universale delle culture e dei popoli.
La cerimonia, fissata per le ore 11, si aprirà con i saluti istituzionali e gli interventi accademici che ripercorreranno le motivazioni della scelta. L’attenzione si concentrerà poi sulla Laudatio, affidata a Fabio Mugnaini, docente di discipline antropologiche, che sottolineerà il valore scientifico e culturale di un’opera capace di raccontare la condizione umana con sguardo diretto e poetico.
Il momento più atteso sarà la Lectio Magistralis, pensata come un dialogo a due voci con Biba Giacchetti, fondatrice dell’Agenzia Sudest57 e collaboratrice di lunga data di McCurry. L’incontro, intitolato La vita dietro l’obiettivo. Una conversazione tra amici sul suo percorso, la fotografia e il futuro, offrirà al pubblico un ritratto inedito del fotografo, tra esperienze personali e riflessioni sul mestiere. La proclamazione ufficiale e l’esibizione del Coro dell’Università di Siena concluderanno la mattinata.
L’evento sarà anche un’anteprima del Siena Awards Photo Festival, giunto alla sua undicesima edizione, che nei giorni successivi vedrà McCurry protagonista con mostre e incontri.
Nato a Philadelphia nel 1950, McCurry ha studiato cinematografia e teatro prima di intraprendere la carriera di freelance alla fine degli anni Settanta. La sua svolta arrivò in Afghanistan, nel 1979, quando riuscì a documentare l’invasione sovietica portando in salvo i rullini cuciti nei vestiti: immagini che fecero il giro del mondo. Da allora ha lavorato in tutti i continenti, raccontando guerre, tradizioni, crisi ambientali e volti comuni, sempre con una costante: l’umanità come centro del racconto.
Il suo nome resta legato soprattutto al ritratto della “Ragazza afghana”, realizzato in un campo profughi in Pakistan e pubblicato dal National Geographic nel 1985. Quello sguardo, intenso e fragile insieme, è diventato l’icona della fotografia contemporanea e uno dei simboli più riconoscibili del nostro tempo.
Nel corso della sua carriera McCurry ha ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui il World Press Photo Award in più occasioni, la Robert Capa Gold Medal e la Centenary Medal for Lifetime Achievement della Royal Photographic Society di Londra. Nel 2019 è stato inserito nella International Photography Hall of Fame, consacrando un percorso artistico che continua ancora oggi a ispirare generazioni di fotografi e appassionati.
La laurea conferita dall’Università di Siena si inserisce in questa scia di tributi, ma assume un valore particolare: non solo onora l’artista, ma sottolinea come il suo lavoro dialoghi con le discipline umanistiche, rivelando la fotografia come linguaggio universale capace di attraversare confini geografici, storici e culturali.
Last modified: Settembre 15, 2025


