Scritto da 6:05 pm Siena, Attualità, Cultura

Siena incisa nella carta

Siena (mercoledì, 3 dicembre 2025) — C’è chi colleziona oggetti per nostalgia, e chi invece, raccogliendo fogli e incisioni, costruisce senza volerlo un atlante sentimentale della propria città.

di Valeria Russo

È il caso dell’avvocato Alessandro Notari, figura storica della Tartuca, che in cinquant’anni di paziente ricerca ha radunato una delle raccolte di stampe più vaste e ordinate dedicate a Siena. Ora quella collezione, fino a ieri custodita come un tesoro privato, diventa una mostra: Impronte di Siena – visioni e architetture tra il XV e il XX secolo.

L’appuntamento inaugurale è fissato per il 12 dicembre, nell’Aula Magna dell’Accademia dei Fisiocritici. Un luogo che sembra fatto apposta per accogliere storie lunghe secoli, prima dell’apertura al pubblico nelle sale del Complesso Museale della Tartuca. Sarà lì che i visitatori incontreranno, distribuite con cura, oltre cinquecento opere: editti, incisioni, mappe, vedute e rappresentazioni di una città che, nel corso del tempo, ha cambiato pelle senza tradire la propria fisionomia.

Tra questi pezzi, ce ne sono centosessantacinque che parlano direttamente di Siena. Non in senso metaforico: la ritraggono, la scompongono, la cartografano, la osservano dall’alto o dalle sue strade più intime. Notari li ha ordinati in sezioni che seguono un filo logico e affettivo insieme: i palazzi e le vie, le vedute d’insieme, le piante urbane, le mappe del territorio, le iconografie dei Palii antichi e dei carri allegorici. Ogni immagine è un frammento di tempo, un modo diverso di raccontare lo stesso luogo, come se gli occhi dei viaggiatori e degli incisori avessero lasciato un’impronta ogni volta nuova.

Il progetto espositivo nasce da una decisione condivisa dalla Deputazione della Contrada, che ha scelto di trasformare questa collezione in un percorso aperto alla città. L’architetto Andrea Milani, insieme alla Commissione Museo e a un gruppo di studiosi e professionisti, ha disegnato un allestimento che dialoga con gli spazi, li rispetta e li rende complice del racconto. Il catalogo, frutto di ricerche accurate, accompagna la visita come una seconda voce narrativa, capace di spiegare la tecnica senza sottrarre poesia.

L’esposizione non vuole limitarsi a esporre fogli antichi dietro un vetro; ambisce a far capire quanto la carta possa diventare una lente, un modo per leggere una città che nei secoli ha parlato soprattutto attraverso le sue forme. Ogni stampa mostra un dettaglio – una torre, un vicolo, una prospettiva – che forse oggi diamo per scontato, e che invece, messo in fila con gli altri, compone una storia visiva lunga cinque secoli.

Dopo la presentazione ufficiale, gli ospiti saranno accompagnati nelle sale del Museo della Tartuca, dove la mostra resterà aperta fino alla fine di gennaio 2026: il venerdì e il sabato al tramonto, la domenica al mattino. L’ingresso sarà libero, come libero è sempre stato il desiderio di chi, raccogliendo pazientemente queste stampe, ha permesso alla città di vedersi com’era e, in parte, com’è rimasta. Una Siena incisa nella carta, prima che nella memoria.

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Last modified: Dicembre 3, 2025
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