Siena (venerdì, 12 settembre 2025) — In via del Comune, tra i mattoni che profumano di storia e le voci che ancora sanno di contrada, è apparso un nuovo segno di memoria.
di Valeria Russo
Sul portone di un vecchio magazzino, nel cuore del Bruco, prende vita una grande opera di street art: un tributo colorato e potente a due figure che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del rione, Beppe di Bedo e Sergio Ghiselli.
Non si tratta di un semplice disegno: è un abbraccio urbano, una dichiarazione che afferma con forza never forget it. E in effetti, nessuno dei brucaioli ha mai dimenticato quei due volti. Giuseppe Ferratti, per tutti Beppe di Bedo, resta scolpito nella memoria come colui che, in quel lontano agosto del 1996, riportò il Bruco alla gloria. Con una rosa rossa stretta in mano — gesto che oggi sembra quasi un presagio — accompagnò la cavalla Rose Rosa verso la mossa. Da lì partì la corsa che spezzò quarantuno anni di attesa, restituendo al rione la gioia di un Palio vinto.
Accanto a lui, nel murale e nei ricordi, Sergio Ghiselli. Musicista, poeta, voce della contrada e autore dell’inno che ancora oggi risuona nei cortei. La sua figura non è soltanto legata alla tradizione musicale: è anche il filo che unisce a Giuliano, il figlio troppo presto scomparso, anch’egli anima del Bruco, attore e organizzatore di eventi, capace di portare la sua passione ovunque andasse.
Quel portone oggi diventa un altare laico, un punto di sosta obbligata per chi passa. Non serve aggiungere parole: basta alzare lo sguardo, leggere i colori, e riconoscere in quell’opera il cuore pulsante di una comunità che sa ricordare i suoi figli migliori.
Last modified: Settembre 12, 2025


