Siena (domenica, 12 ottobre 2025) — L’aria di ottobre, sulle rive del Danubio, aveva quella limpidezza che fa sembrare tutto più vero. Dieci alberi nuovi, dieci città, dieci radici intrecciate sotto la stessa idea: che il futuro delle città si gioca sul terreno della sostenibilità, e che la biodiversità non è una parola da convegno ma un modo diverso di abitare il mondo.
di Valeria Russo
Così si è chiuso il progetto BiodiverCity, una rete di città europee – tra cui Siena – unite dal desiderio di ripensare gli spazi urbani non come territori da addomesticare, ma come organismi vivi, capaci di respirare insieme agli esseri umani. A Vienna, nell’ultimo incontro del progetto, gli amministratori e i rappresentanti delle dieci città coinvolte hanno piantato dieci alberi come gesto di continuità, quasi una promessa messa a terra: far crescere la collaborazione internazionale e l’impegno per un’ecologia urbana condivisa.
Per due anni, BiodiverCity ha funzionato come un laboratorio a cielo aperto. Istituzioni, Contrade, università, associazioni e semplici cittadini hanno lavorato insieme su un obiettivo comune: restituire alla città la sua dimensione naturale, intrecciando conoscenza scientifica e partecipazione. Ne è nata una comunità inedita, fatta di esperti e di curiosi, di chi misura la temperatura del suolo e di chi si limita a osservare le prime rondini in primavera.
Siena, all’interno del network europeo, ha trovato una sua voce precisa. Ha costruito un piano strategico che non si ferma alle buone intenzioni ma disegna una traiettoria concreta: dagli orti urbani alla rinascita delle valli verdi attorno alle mura, dai progetti di citizen science come i BioBlitz – vere e proprie cacce fotografiche alla biodiversità – fino alla nascita del Festival EcoSistema Urbano, primo tassello di una festa del pensiero ecologico che tornerà ogni anno.
In questo lavoro corale, la città ha saputo coniugare memoria e futuro. Ha riscoperto il valore dei luoghi che troppo spesso restano ai margini – i giardini dimenticati, le aree fluviali, gli spazi pubblici abbandonati – e li ha riportati al centro della vita civica. Ha imparato che la sostenibilità non si misura solo con i parametri tecnici, ma con la qualità delle relazioni che genera.
La vittoria al Green Leaf Award 2027 non arriva per caso. È il frutto di una cultura amministrativa e civile che, senza clamori, ha seminato per anni. Non c’è nulla di retorico nel parlare di “verde” quando il verde è fatto di persone che si incontrano, di idee che mettono radici, di piccoli gesti quotidiani che cambiano il modo di abitare una città.
Nei prossimi mesi, Siena condividerà con la cittadinanza i risultati di questo percorso, aprendo spazi di confronto e raccontando ciò che è stato costruito. L’obiettivo non è archiviare un progetto, ma continuarlo. Perché la biodiversità – come la vita – non si conserva con i regolamenti, ma con l’attenzione e con l’amore.
Last modified: Ottobre 12, 2025


