Siena (martedì, 2 dicembre 2025) — Ci sono città che imparano lentamente, e città che imparano con ostinazione. Siena appartiene alla seconda categoria: da qualche anno si muove con la testardaggine di chi ha capito che la sostenibilità non è un orpello, ma una lente attraverso cui rileggere ogni gesto amministrativo.
di Valeria Russo
Le due giornate organizzate all’Accademia dei Fisiocritici, il 4 e 5 dicembre, sono l’ennesima tappa di questo lungo esercizio collettivo di consapevolezza. Si chiama EcoSistema Urbano, ma potrebbe chiamarsi anche “Tentativo di capire dove stiamo andando”.
L’idea è semplice: riunire attorno allo stesso tavolo istituzioni, professionisti e cittadini, e provare a tradurre la teoria in pratica. Perché parlare di verde urbano, energia sostenibile, suolo, biodiversità, reti europee, è un po’ come parlare di futuro al plurale: se non c’è un metodo, resta tutto nel regno dei buoni propositi.
La prima giornata entra nel vivo con l’illustrazione delle nuove regole che guideranno la cura del verde pubblico e privato. Un regolamento che non si limita a elencare vincoli, ma cerca di definire un rapporto più adulto tra la città e la sua natura. È un passaggio necessario, tanto più in un centro storico dove ogni albero, ogni aiuola, ogni radice affiora tra i mattoni e chiede di essere ascoltata. Accanto al regolamento, prende forma il Piano del verde, una mappa che tenta di ridisegnare armonie e priorità, come se Siena fosse un giardino che chiede un nuovo ordine senza perdere la propria identità.
C’è poi l’aggiornamento sul Paesc, il piano che dovrebbe traghettare la città lungo la strada dell’energia pulita e della riduzione delle emissioni. Qui il discorso si fa più tecnico, ma non meno significativo: la strada verso il Patto dei Sindaci è lunga e irta di scelte difficili, ma è anche uno dei pochi modi per ancorare la sostenibilità a un progetto collettivo e misurabile.
La giornata prosegue con la presentazione del Green Leaf Award, il riconoscimento europeo che ha premiato la capacità della città di costruire una strategia ambientale coerente, coinvolgente e, soprattutto, condivisa. È un premio che non si mette in bacheca: funziona più come promemoria di ciò che ancora manca, come una targa che ti ricorda che l’impegno viene prima delle celebrazioni.
Poi il pomeriggio vira sulla biodiversità, tema fragile e vastissimo. Il progetto Urbact BiodiverCity viene raccontato come un laboratorio di idee che prova a utilizzare la natura non come decorazione, ma come strumento di rigenerazione urbana. È un modo diverso di immaginare gli spazi, con soluzioni che nascono dal verde e tornano al verde. Alla fine, un confronto aperto proverà a raccogliere spunti utili per il Festival della Biodiversità del 2026, un appuntamento che ambisce a essere più di un evento: un ponte tra scienza, civismo e immaginazione.
La seconda giornata ha un tono più severo, dedicata com’è al suolo e alle sue vulnerabilità. È realizzata con Anci Toscana, e coincide con la Giornata mondiale del suolo. Qui entra in scena Cipas – Con i Piedi al Suolo, un nome che sembra scelto per ricordare a tutti che non esiste sostenibilità possibile senza un rapporto sano con la terra. Il progetto europeo Humus, sviluppato insieme ai Comuni di Sovicille e Monteroni d’Arbia, prova a costruire un patto territoriale basato sulle competenze, sulla condivisione e sulla cura. È un esempio di come la sostenibilità non sia mai un gesto isolato, ma un mosaico di amministrazioni che decidono di lavorare insieme.
Tutto questo si inserisce in un disegno più ampio con cui Siena interpreta la sostenibilità come modo di governare il territorio, non come cornice ornamentale. Dalla gestione dei rifiuti all’economia circolare, dal verde urbano alla pianificazione energetica, la città ha imparato a misurarsi con criteri che in Europa sono ormai la base di ogni politica moderna. Il Green Leaf Award 2027, conquistato di recente, non è un punto di arrivo, ma la conferma che il percorso intrapreso ha una sua coerenza e una sua forza.
Accanto ai progetti già avviati, Siena continua a costruire reti e alleanze: BiodiverCity e Humus, la nascente Comunità Energetica Rinnovabile, la certificazione internazionale ottenuta nel 2023 secondo i parametri del Global Sustainable Tourism Council. Sono tasselli diversi, ma tutti rivolti alla stessa direzione: una città più resiliente, più consapevole, più attenta alle proprie fragilità e alle proprie possibilità.
In definitiva, EcoSistema Urbano non è un convegno, ma una dichiarazione di intenti. Un invito a guardare la città non solo per ciò che è, ma per ciò che può diventare, se la sostenibilità smette di essere un concetto e diventa un’abitudine. E, come tutte le abitudini buone, richiede costanza, fiducia e un po’ di immaginazione.
Last modified: Dicembre 2, 2025

