Siena (domenica, 27 luglio 2025) — Un’esperienza diversa, pensata per chi vuole vivere la città con occhi attenti e spirito curioso. A Siena prende forma una nuova avventura urbana firmata BelPaese Express, pensata per chi vuole scoprire la città camminando dentro una storia, tra indizi, percorsi nascosti e strumenti digitali che guidano il gioco passo dopo passo.
di Valeria Russo
Il titolo della missione è “Il fiume fantasma”, ispirato alla leggenda della Diana, corso d’acqua sotterraneo mai documentato ma ancora vivo nell’immaginario cittadino. Chi partecipa viene invitato a seguire indizi e suggestioni che si intrecciano tra la realtà storica e l’invenzione narrativa, alla ricerca di un suono d’acqua che forse nessuno ha mai udito davvero.
La partenza è fissata in Piazza San Domenico. Da lì si riceve una mappa e si attiva una conversazione virtuale, attraverso una chat che guida passo dopo passo nell’indagine. Le strade diventano parte della storia, le piazze si trasformano in crocevia di ipotesi, e gli enigmi propongono un modo diverso di entrare in contatto con il tessuto urbano.
Non ci sono orari prestabiliti né gruppi obbligatori: si gioca quando si vuole e con chi si vuole. L’esperienza si acquista online, e con un semplice codice si dà il via alla missione. Tutto è costruito per coinvolgere senza complicazioni, lasciando spazio alla scoperta e all’intuizione.
Nel passaggio a Siena, il format cambia pelle: trama, indizi e percorso nascono dal contesto locale. Ogni tappa nasce da un’idea su misura, costruita per mettere in luce aspetti unici del luogo: racconti, spazi dimenticati, dettagli che spesso sfuggono allo sguardo frettoloso. L’idea nasce da un piccolo gruppo di under 35 provenienti da diverse regioni, uniti dalla volontà di proporre un modo nuovo di fare turismo culturale.
Il progetto si rivolge a chi ama camminare con una storia in tasca: turisti attenti, famiglie in cerca di qualcosa di diverso, gruppi di amici, ma anche realtà aziendali interessate a esperienze di team building fuori dai percorsi abituali. Ogni missione viene ideata su misura per la città che la ospita, mettendo in dialogo narrazione, territorio e creatività digitale.
A muovere tutto c’è la convinzione che il patrimonio culturale non debba essere solo osservato, ma vissuto. E che per farlo servano strumenti capaci di coinvolgere, sorprendere e creare legami. In questo senso, “Il fiume fantasma” non è solo un gioco, ma un invito ad ascoltare ciò che di solito scivola via inosservato.
Last modified: Luglio 27, 2025

