Scritto da 9:39 am Siena, Attualità, Top News

Siena che si mangia Milano

Siena (martedì, 9 settembre 2025) — Chi l’avrebbe mai detto. Il Monte dei Paschi, che per anni pareva un vecchio zio imbarazzante da nascondere durante i pranzi di famiglia, oggi si siede al tavolo dei vincenti e si mangia Mediobanca come fosse una ribollita riscaldata.

di Valeria Russo

Non c’è più la banca dei guai, degli aumenti di capitale da manuale di tragicommedia, dei titoli che scendevano come macigni. Adesso c’è la banca che compra. Che addenta. Che divora. Mediobanca, la più elegante delle signore milanesi, con i suoi palazzi austeri e i corridoi pieni di sussurri, si ritrova sotto padrone. E il padrone è quel Monte che fino a ieri chiedeva pietà.

La cronaca finanziaria parla di percentuali, di soglie superate, di miliardi che entrano a bilancio. Al di là dei numeri e delle formule, resta il sapore di una rivincita inattesa: da una città di torri antiche è partita la scossa che ha incrinato i cristalli scintillanti della finanza milanese.

La lunga stagione di Nagel si chiude con un congedo improvviso, dopo tre decenni passati al vertice. Fine della partita. E Luigi Lovaglio, il cavaliere senese in giacca e cravatta, si gode la scena. Non è più il tempo dei commissariamenti, ma quello delle conquiste.

Certo, qualcuno dirà che tutto questo è solo finanza, che domani i numeri potrebbero ribaltarsi. Ma resta la fotografia: il Monte che smette di chiedere l’elemosina e si trasforma in predatore.

E allora il dubbio viene: che sia davvero finita l’era delle banche che si vergognano di se stesse? Forse non è altro che un nuovo capitolo della solita storia: i protagonisti si alternano, ma la trama non cambia mai, e alla fine il bilancio resta sempre lo stesso — pochi trionfano, gli altri restano a guardare.

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Last modified: Settembre 9, 2025
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