Siena (mercoledì, 10 settembre 2025) — Al Monte dei Paschi devono avere messo in fresco le bottiglie migliori, perché il colpo su Mediobanca non solo è riuscito, ma ha pure acceso i riflettori in Borsa.
di Valeria Russo
Il titolo ha fatto un balzo degno di un’atleta olimpico, oltre sei punti percentuali in una sola giornata. Non male per l’istituto che fino a ieri veniva trattato come il parente imbarazzante delle banche italiane.
La verità è che da “sopravvissuto cronico” Mps si è trasformato in predatore affamato. La sua Offerta pubblica di scambio e acquisto ha convinto la maggioranza degli azionisti di Piazzetta Cuccia: poco più del 62 per cento delle adesioni, risultato che fino a qualche anno fa sembrava fantascienza. Certo, ai pignoli resta da centrare il famoso 66,7%, obiettivo che potrebbe arrivare con l’ultima finestra di settembre. Ma a questo punto la distanza appare quasi ridicola rispetto alla strada già percorsa.
E mentre i vertici di Rocca Salimbeni si godono la scena, il mercato applaude. Anche Mediobanca, ironia della sorte, ha guadagnato quasi quanto il suo nuovo padrone. Per una piazza finanziaria che ama i simbolismi, il messaggio è chiaro: l’operazione ha il vento in poppa.
Intanto a Siena è partito il coro delle lodi. La Fondazione Monte dei Paschi, mai avara di complimenti quando si tratta di difendere il “suo” istituto, ha parlato di traguardo storico, con tanto di invito a non dimenticare il legame con il territorio. Tradotto: bene le fusioni, bene i miliardi, ma ricordatevi che i contradaioli contano ancora qualcosa. Dalla Provincia è arrivata la consueta puntualizzazione: bene le operazioni finanziarie, ma senza dimenticare che le radici senesi devono restare ben piantate a terra.
A completare il quadro ci hanno pensato i sindacati. Hanno tirato fuori la solita lista della spesa: confronto trasparente, garanzie per i lavoratori, salvaguardia dei posti di lavoro. Tutto giusto, tutto sacrosanto, ma con il retrogusto di un disco che gira sempre sullo stesso solco.
In mezzo a questo entusiasmo corale, un dettaglio non trascurabile: con il successo dell’Opas, l’accordo di consultazione di Mediobanca è ufficialmente defunto dopo sei anni di agonia lenta. Il patto tra soci che un tempo faceva tremare i mercati ora è solo un ricordo, sgretolato da vendite e defezioni.
Morale della favola: Siena, con le sue pietre antiche e i cavalli del Palio, si è presa la soddisfazione di ribaltare il tavolo della finanza milanese. Per ora tutti brindano. Quanto durerà l’ubriacatura, lo diranno i prossimi trimestri.
Last modified: Settembre 10, 2025


