Siena (martedì, 5 agosto 2025) — C’è un giorno esatto in cui Siena smette di essere solo Siena, e diventa qualcosa di diverso. Non succede all’improvviso, ma piano. Si comincia con i legni.
di Valeria Russo
Gli steccati che spuntano come costole attorno a Piazza del Campo, i varchi di uscita che disegnano geometrie nuove dove fino a ieri passavano turisti e biciclette. Nessun annuncio, nessun rumore particolare: solo segni, gesti. E chi conosce, capisce subito. Sta arrivando il Palio.
Il 16 agosto sembra ancora lontano, ma in realtà è già cominciato. La città lo sa. Lo sente nei passi che si accorciano, nei turni che cambiano faccia, nei panini pronti quando fuori è ancora buio. La Piazza si veste lentamente, e lo fa come si fa con un rito antico: pezzo per pezzo. Prima la struttura, poi i palchi, infine il tufo – quello sì, che trasforma tutto. Arriverà il 9, il 10 agosto. Da quel momento in poi, sarà solo attesa e battito.
Nel frattempo, ci si prepara. Il calendario è fitto, come sempre. Domani e dopodomani, i cavalli passeranno le visite al Ceppo, nella quiete di Monteresi. Li si guarda con occhi esperti e mani ferme. Si cerca la forza, ma anche l’equilibrio. Il 10 agosto, alle sette di sera, il Drappellone verrà svelato. Sarà Francesco De Grandi a firmarlo, e sarà un momento che non si dimentica. Perché quel drappo, dipinto e cucito, diventerà poi sogno, preghiera, corsa, urlo.
Poi sarà la volta delle prove. Lunedì 11 e martedì 12, dalle sei del mattino, i cavalli scenderanno in pista. Si conosceranno il tufo, la curva, il rumore. Si misureranno con la Piazza come si fa con qualcosa che può ferirti, ma che devi amare comunque. Il 13 sarà il giorno della tratta. La mattina si accenderà piano, con i primi passi che liberano la pista alle 8.40.
Poi, alle 9, il colpo secco del mortaretto spezzerà il silenzio e darà il via a tutto. I cavalli usciranno dall’Entrone, uno dopo l’altro, come una benedizione e una minaccia insieme. Dopo le batterie e la riunione dei capitani, le Contrade conosceranno il proprio destino. È un momento che cambia tutto, che scompiglia previsioni e rimescola i piani.
La prima prova si correrà quella sera stessa, alle 19.15. Poi si proseguirà nei giorni successivi, sempre al mattino e al tramonto. Ogni prova sarà un sussurro, un’ombra della corsa vera, ma già basta a far stringere i pugni e i pensieri.
La sera del 15 agosto, come vuole la tradizione, passeranno i Carabinieri a cavallo. L’eleganza, la disciplina, il passo che rompe il tempo. Nel pieno del Ferragosto, Siena si stringerà attorno al suo Duomo, come si fa con ciò che conta davvero. Non per rito, ma per guardarsi dentro. Come chi si ferma e, per una volta, si vede davvero.
Il 14 agosto, nel cuore caldo del pomeriggio, la città si mette in cammino. Senza fretta, senza fronzoli, trasporta un carico sacro fra le pietre di sempre: è un legame vivo tra fede, identità e memoria cittadina.
Porta con sé il peso leggero delle cose sacre, e lo posa, un passo dopo l’altro, davanti alla Cattedrale. Un cammino che unisce la parte religiosa e quella civile, attraversando le vie come un filo che cuce insieme storia e presente. Passi lenti, visi assorti, simboli che parlano al posto delle parole.
E infine, arriverà il 16 agosto. Il giorno del Palio dell’Assunta. Il giorno del Palio si apre piano, 8con il fiato trattenuto e i passi ovattati. Nessuno parla, ma tutti sanno. Poche parole, molti pensieri. Tutto comincia lì. Alle 9, l’ultima prova. Alle 16.10 sgombero pista, poi la sfilata dei Carabinieri. Alle 16.50 entrerà il Corteo Storico, con i tamburi e le bandiere che sembrano usciti da un tempo parallelo.
Alle 19, usciranno i cavalli. E tutto ricomincerà. O finirà. Perché il Palio è così: ogni anno sembra la prima volta. E ogni volta, è l’unica.
Last modified: Agosto 5, 2025

