Siena (martedì, 13 gennaio 2026) — C’è un modo per entrare nella Commedia senza studiarla, senza spiegarla, senza metterla a distanza. È attraversarla. Sabato 17 gennaio, alle 17.30, nella Sala Ildebrando del complesso monumentale di Abbadia Isola, il ciclo Incroci inaugura la sua stagione inverno-primavera scegliendo di cominciare dal punto più scuro e più necessario: l’Inferno di Dante Alighieri.
di Valeria Russo
Incroci nasce da una collaborazione ampia e non casuale: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Monteriggioni, Fondazione Toscana Spettacolo, Monteriggioni ad 1213, Lo Stanzone delle Apparizioni e La Scintilla, sotto il coordinamento di Matteo Marsan e Dario Ceccherini. Un intreccio di soggetti che rispecchia bene l’idea di fondo: la cultura come punto d’incontro, non come recinto.
Il primo appuntamento mette al centro Dante, ma lo fa da un’angolazione laterale, quasi ostinata. Non i dannati, non le pene, non il catalogo degli orrori. I guardiani. Quelle figure enormi e spesso dimenticate che sbarrano la strada, che urlano, ringhiano, giudicano, minacciano. Caronte, Minosse, Cerbero, il Minotauro, le Furie, Medusa, Gerione, fino a Satana. Non semplici mostri, ma soglie viventi.
Da qui nasce Percorsi danteschi. I guardiani dell’Inferno, un viaggio teatrale e musicale che affida a tre interpreti il compito di accompagnare il pubblico dentro i canti più visionari della Commedia. Francesco Ricci apre la serata con un’introduzione che somiglia più a una chiave che a una lezione: spiega perché Dante ha bisogno di questi demoni, cosa rappresentano nel Medioevo e perché continuano a parlarci, senza mai smettere di assomigliarci.
Poi la parola prende corpo. Matteo Marsan porta in scena i versi, li fa camminare, li fa inciampare, li fa minacciare. Non una lettura scolastica, ma un racconto teatrale in cui ogni guardiano diventa un ostacolo reale, una presenza che pesa, che intimorisce, che tenta di fermare il viaggio.
La musica di Giacomo Rossi costruisce intorno a tutto questo un paesaggio sonoro scuro e spezzato, capace però di improvvise aperture. Non accompagna, guida. Diventa un secondo Virgilio, invisibile ma necessario.
La produzione firmata da Lo Stanzone delle Apparizioni tiene insieme letteratura, teatro e musica in un’esperienza immersiva che non chiede di capire tutto, ma di attraversare. Al centro resta il messaggio più semplice e più radicale del poema: nessun demone vince davvero. I guardiani sembrano invincibili, ma uno dopo l’altro cedono davanti a una volontà più alta che non urla e non minaccia, semplicemente procede.
La serata diventa così un invito a riconoscere quei mostri come metafore delle nostre resistenze interiori. Le voci che ripetono resta, non puoi, non è il momento. Il viaggio nell’Inferno si trasforma allora in un’uscita dal buio, nella scoperta che il varco esiste sempre. E che, anche quando tutto sembra chiuso, il movimento decisivo resta quello di chi sceglie di desiderare la luce e di mettersi in cammino verso di essa.
L’ingresso è fissato a 15 euro e comprende lo spettacolo e l’aperitivo conclusivo al BarMaM, affacciato sul Museo. La prenotazione è consigliata. In fondo, anche per scendere all’Inferno, è meglio organizzarsi per tempo.
Last modified: Gennaio 13, 2026


