Siena (martedì, 2 settembre 2025) — A Sovicille, nella piana di Rosia, è comparso un progetto che sta già facendo discutere: un impianto agrivoltaico dalle dimensioni mai viste in zona. Sulla piattaforma della Regione Toscana è stato pubblicato il documento e, come previsto dalla legge, i cittadini possono presentare osservazioni.
di Valeria Russo
Nel progetto è inclusa la posa di più di 180 mila moduli a doppia faccia, fissati su supporti capaci di inseguire la traiettoria del sole durante la giornata. La potenza complessiva raggiungerebbe 128 MWp e l’area interessata coprirebbe circa 238 ettari, oggi dedicati alle coltivazioni.
L’associazione Coldiretti Siena ha fatto sapere di considerare l’intervento sproporzionato rispetto ad altri progetti già ipotizzati nel Senese. A loro avviso, l’estensione dieci volte superiore rischierebbe di compromettere irreversibilmente non solo la destinazione agricola, ma anche il paesaggio, che proprio nella ruralità e nella produzione agricola trova la propria identità.
Secondo Coldiretti, il consumo di suolo non rappresenta un danno circoscritto, ma una perdita collettiva: meno terreno coltivato significherebbe meno cibo prodotto, minore tutela della biodiversità e una riduzione dell’attrattiva turistica legata all’immagine della campagna. L’associazione ha riconosciuto il valore della transizione energetica, ma ha sottolineato che servirebbero processi partecipati, capaci di integrare realmente agricoltura ed energia, con il coinvolgimento diretto degli agricoltori.
Secondo Coldiretti, l’agrivoltaico ha valore solo se pensato come strumento a servizio delle aziende agricole, capace di rafforzarne il reddito, renderle indipendenti sul piano energetico e accompagnarle verso una crescita rispettosa dell’ambiente. Nel caso specifico di Rosia, invece, non vedono legami con le aziende agricole del territorio né vantaggi concreti per la comunità.
L’associazione ritiene che si tratti di una perdita netta di terre coltivabili, messa al servizio di operazioni speculative che non lasciano vantaggi né a chi vive di agricoltura né al paesaggio.
L’associazione ha infine annunciato che presenterà formali osservazioni alla Regione Toscana, come previsto dalla normativa.
Last modified: Settembre 2, 2025

