Scritto da 10:35 pm Siena, Attualità, Top News

Ride for Children: una pedalata che somiglia a un abbraccio

Siena — A volte la solidarietà prende forme inattese: mani piccole che stringono un manubrio troppo grande, caschi colorati che traballano appena, pedalate che sembrano disegnate più dall’entusiasmo che dall’equilibrio. “Ride for Children” è proprio questo: bambini che aiutano altri bambini, con quella naturalezza che gli adulti chiamano generosità e che loro vivono semplicemente come un gesto giusto.

di Valeria Russo

Al Velodromo dell’Acquacalda, a Siena, si sono ritrovati in tanti: piccole squadre, allenatori, genitori che applaudivano più per i sorrisi che per l’ordine d’arrivo. Una giornata nata per correre, certo, ma soprattutto per ricordare che la fragilità non appartiene solo agli adulti, e che esiste un modo semplice e diretto per stare dalla parte dei più piccoli: pedalare per loro, e con loro.

Il Pedale Senese ha raccolto fondi destinati alla Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Santa Maria alle Scotte, quel reparto dove la vita si affaccia spesso con un filo di voce, e dove ogni gesto ha il peso di una promessa. La donazione è stata consegnata simbolicamente alla dottoressa Barbara Tomasini, insieme ai rappresentanti delle associazioni che hanno sostenuto l’iniziativa: Panathlon Club Siena, Rotary Siena, Rotary Valdelsa e Rotary Siena-Est. Una sorta di squadra allargata, fatta di persone diverse che hanno deciso di fare squadra nello stesso senso.

C’erano anche alcuni dei piccoli ciclisti, imbarazzati e fieri al tempo stesso, accolti dalla direttrice sanitaria Maria De Marco. Presente anche Luca Panichi, ex atleta e oggi scalatore in carrozzina: una di quelle figure che fanno capire, senza bisogno di frasi solenni, che la determinazione può cambiare forma ma non sostanza.

“Ride for Children” è arrivata alla quarta edizione, e ormai ha una sua ritualità lieve: i Giovanissimi, dai 5 ai 12 anni, arrivano da tutta la Toscana per sfidarsi in una gara che sembra costruita su misura per insegnare la solidarietà senza che nessuno debba spiegarla. La competizione c’è, perché è giusto che ci sia; ma rimane sullo sfondo, come una musica che accompagna e non sovrasta.

L’idea nacque nel 2022 dal neonatologo Claudio De Felice e dall’ex professionista Gianni Gobbini. Un medico abituato ai neonati e un ciclista abituato alle salite: combinazione insolita, ma perfettamente adatta a dare vita a un progetto in cui lo sport diventa una strada d’accesso alla cura, e la cura diventa un modo per dare direzione allo sport.

La pedalata di settembre, al velodromo, è stata esattamente questo: uno spazio dove il gesto atletico si intreccia con quello civico, e dove la vittoria finale non appartiene a chi arriva primo, ma a chi arriva insieme. Una mattina in cui l’unica classifica che conta è quella che misura la solidarietà, e i bambini — come quasi sempre — finiscono per insegnarci la lezione più semplice.

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Last modified: Novembre 14, 2025
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