Siena (venerdì, 1 agosto 2025) — Non bastano le etichette, le fiere, le bottiglie nei ristoranti stellati. Per farsi capire davvero, il Chianti ha deciso di mettersi in viaggio. E non un viaggio qualsiasi: tre settimane in Cina, quattro città, un solo obiettivo. Parlare, insegnare, sedurre.
di Valeria Russo
La Chianti Academy 2025 nasce come un percorso in movimento, dove il vino diventa punto di partenza per intrecciare esperienze, scambi e visioni. Non una semplice vetrina, ma un’occasione per costruire legami e far circolare sapere.. Tre settimane per attraversare la Cina senza fretta, seguendo la traiettoria del sapore.
Da Guangzhou a Pechino, passando per le capitali del gusto contemporaneo, il Chianti si mette in cammino con le sue radici ben salde e lo sguardo aperto. Insieme al vino viaggiano paesaggi collinari, antichi silenzi contadini, gesti che sanno di vendemmia e pietra scaldata dal sole. L’obiettivo non è vendere, ma lasciare un segno: evocare la Toscana con immagini che restano anche quando il calice è stato posato.
In ogni tappa, un racconto che si fa lezione. Ci saranno docenti, certo, ma anche degustazioni guidate e dialoghi tra sponde diverse del mondo. Un Chianti che non ha paura di confrontarsi con le cucine locali, le abitudini, i gesti della convivialità cinese. Che si fa domande, ascolta, si lascia interpretare.
A Guangzhou, sarà Jerry Chen a guidare la prima classe. A Shanghai, toccherà a Stephen Li. A Chengdu, l’esperienza si sposterà sotto la guida di Marshall Chen. Infine, a Pechino, Jeff Gong chiuderà il cerchio. Ognuno con la propria voce, ma con un filo comune: la volontà di raccontare il Chianti come qualcosa che va oltre il bicchiere.
Dietro tutto questo non c’è solo un’operazione commerciale. C’è l’idea che il vino sia un linguaggio, e che per impararlo servano scuola, tempo e contatto diretto. Non bastano le immagini patinate o i nomi famosi. Serve qualcuno che spieghi perché un sorso può assomigliare a un paesaggio. Perché certi profumi parlano una lingua antica, fatta di stagioni e silenzi.
La Chianti Academy non si ferma alla superficie. È parte di un disegno più grande, quello che il Consorzio porta avanti da anni per dare al Chianti una voce nei mercati globali che sia stabile, consapevole, radicata. Non una presenza di passaggio, ma un dialogo continuo. Fatto di professionisti del settore, giornalisti, buyer e appassionati veri, che non cercano solo il gusto, ma una storia da portare con sé.
E allora si parte. Con i calici pronti e le parole giuste. Con il desiderio di lasciare un segno che non evapora a fine evento, ma resta. Come una buona annata, che si fa ricordare nel tempo.
Last modified: Agosto 1, 2025

