Siena (domenica, 31 agosto 2025) — Non è un caso se in Toscana la parola “accademia” ha radici che sanno di pietra antica e vino giovane. Montepulciano, il 20 settembre 2025, accoglierà nelle stanze della sua Fortezza un raduno che somiglia più a un rito che a un convegno.
di Valeria Russo
Sarà un giorno di libri e memorie, ma anche di voci che guardano avanti, in cui la città si farà crocevia di storie, anniversari e sogni condivisi.
Dentro la Fortezza, il calendario sembra piegarsi su se stesso: un compleanno remoto che affonda nel Cinquecento e una festa giovane che appartiene al nostro tempo recente. Due stagioni lontane che si incontrano nello stesso luogo, come se la città decidesse di intrecciare radici e germogli in un unico racconto.
La giornata non seguirà la rigida scansione di un calendario, ma si muoverà come un filo che cuce insieme momenti diversi: dopo l’apertura ufficiale con gli interventi delle autorità, il convegno entrerà nel vivo grazie ai contributi di docenti e ricercatori provenienti dalle principali università e istituzioni culturali.. Sarà un coro eterogeneo, dove si intrecciano nomi solenni: Crusca, Georgofili, Fisiocritici .
Ci saranno più di venticinque realtà a riempire la giornata, dall’Accademia Petrarca di Arezzo agli Euteleti di San Miniato, dagli Oscuri di Torrita ai Rozzi di Siena. Non un elenco, ma un coro: voci che dimostrano come la cultura non sia mai rimasta ferma, neppure quando i tempi sembravano piegarla.
Montepulciano offrirà il suo scenario migliore: la Fortezza come scrigno, i vicoli come corridoi che conducono a un passato sempre vivo, la piazza come teatro naturale per chi arriva da fuori. È la prova che la cultura, in questa terra, non ha bisogno di ornamenti, perché vive nelle pietre e nella memoria collettiva.
Il convegno non sarà soltanto celebrazione: sarà l’occasione per ribadire che la cultura è movimento, è scambio, è resistenza silenziosa. Le accademie, nate secoli fa come luoghi di incontro e di disputa, oggi tornano a essere strumenti per leggere un presente complesso e un futuro che reclama nuove visioni.
Così Montepulciano, almeno per un giorno, diventerà l’epicentro di un dialogo che non riguarda solo la Toscana. Un dialogo che ricorda a tutti noi che la cultura non appartiene mai al passato: vive soltanto se trova case pronte ad accoglierla, come quella Fortezza che il 20 settembre tornerà a respirare parole.
Last modified: Agosto 31, 2025

