Scritto da 9:06 pm Siena, Attualità, Top News

Professionisti in volo: la missione che porta Le Scotte negli USA

Siena — C’è qualcosa di avventuroso, quasi infantile, nel preparare una valigia per andare a vedere come si lavora dall’altra parte dell’oceano. Lo sanno bene i tre infermieri delle Scotte che, a ottobre, hanno attraversato l’Atlantico per una missione formativa nello stato della Georgia: dodici giorni tra ospedali e università di Atlanta, con lo sguardo sempre mezzo spalancato dalla curiosità e mezzo affaticato dai ritmi americani, che sembrano non concedere tregua nemmeno ai corridoi.

di Valeria Russo

Roberta Ceccarelli e Valeriano Paleri, che al Pronto Soccorso di Siena sono abituati a misurare il tempo in urgenze, e Simone Frabetti, impegnato nell’accreditamento e nella qualità dei percorsi assistenziali, si sono ritrovati a camminare per campus, centri clinici e reparti che fanno della tecnologia una seconda lingua. Hanno osservato procedure, confrontato modelli organizzativi, annotato metodi che a volte sembravano familiari e a volte lontani come un’altra epoca.

La Kennesaw State University, che ogni anno manda i propri studenti a Siena per una giornata di formazione, stavolta ha aperto le porte ai tre professionisti senesi, offrendo loro la possibilità di conoscere dall’interno le strutture sanitarie con cui collabora. Non si è trattato solo di visite istituzionali: è stato un esercizio di confronto, quell’atto semplice e faticoso che consiste nel chiedersi cosa si potrebbe imparare dagli altri senza perdere il proprio modo di stare al mondo.

Atlanta, con la sua vastità un po’ disorientante, è stata per dodici giorni il laboratorio di questa esperienza: cinque strutture visitate, decine di incontri, una serie di appunti che, tornati a casa, non restano confinati in un’agenda ma diventano materia per costruire nuovi scambi formativi.

L’Ufficio Rapporti Internazionali dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, guidato da Loriana Bocci, sta già lavorando perché tutto questo non sia un episodio isolato. L’idea è quella di aprire, negli anni, percorsi simili anche ad altri professionisti sanitari, in un movimento che sembra ricordare che la sanità, per crescere, ha bisogno di attraversare confini: geografici, culturali, organizzativi.

E così i tre infermieri sono tornati a Siena con lo sguardo un po’ più ampio, le tasche piene di appunti e una promessa implicita: trasformare quei dodici giorni in qualcosa che possa essere utile non solo a loro, ma all’intera comunità professionale che rappresentano.

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Last modified: Novembre 19, 2025
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