Scritto da 9:02 pm Siena, Attualità, Top News

Piazzetta Cuccia non si vende. Ma Montepaschi ci prova lo stesso

Siena (sabato, 12 luglio 2025) — È un po’ come quando tutti sanno che la festa è finita, ma qualcuno insiste per mettere un altro disco. Il Consiglio d’Amministrazione di Mediobanca, con quella discrezione da club esclusivo in cui si parla a voce bassa anche quando si grida, ha chiuso la porta a Montepaschi.

di Valeria Russo

Con garbo, certo. Ma l’ha chiusa. La proposta arrivata da Rocca Salimbeni è stata definita “ostile” – parola che in finanza suona come una coltellata in smoking – e, per non farsi mancare nulla, anche “non conveniente”.

Che poi, in ambienti dove ogni virgola pesa milioni, dire “non conveniente” è un modo elegante per dire “una follia”. Il punto è che Montepaschi ha messo gli occhi – e le mani – su Piazzetta Cuccia. Un’operazione da partita a scacchi giocata con i guanti, ma il tono è da rischio guerra fredda.

La proposta, raccontano da Mediobanca, è opaca. Un termine che in borsa fa più paura del buio. Due soglie per il controllo: una al 66,67%, l’altra al 35%. Una doppia porta d’accesso. Solo che la seconda soglia, quella più bassa, puzza – dicono – di piano B mascherato. Come a dire: se non riesco a prenderti tutta, almeno ti metto un collare.

E mentre da Siena già si sfregano le mani, forte dell’assenso europeo all’operazione, a Milano la reazione è glaciale. La fusione, o anche solo la convivenza, tra una banca commerciale come Mps e una banca d’investimento come Mediobanca, secondo il cda della seconda, sarebbe un matrimonio forzato. Uno di quelli che iniziano con le bomboniere e finiscono con gli avvocati Si parla di dissinergie – sì, esistono anche loro – fino a 665 milioni di euro. Altro che valore aggiunto.

E poi c’è la questione dei numeri. Che in finanza, più che in amore, non mentono mai. Mps dice che l’utile crescerà. Dalla fusione, poco o nulla. Anzi, ci si perde. Talenti, asset, fiducia. Tutto quello che serve per restare in piedi in un mondo dove bastano due trimestri storti per finire nel dimenticatoio.

E non è solo una questione di utile. L’impressione è che Siena stia giocando a Risiko, mentre Milano legge ancora Machiavelli.

Lunedì, intanto, parte la partita vera. Montepaschi si presenterà con le carte in mano. Mediobanca, per ora, ha già fatto sapere che non le piacciono né le regole né i giocatori. Ma la banca senese ha il vizio antico di resistere. E chi la conosce lo sa: certe partite, a Siena, si giocano a oltranza. Anche quando il tavolo traballa.

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Last modified: Luglio 12, 2025
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