Scritto da 11:55 pm Siena, Attualità, Top News

Note d’autunno alla Lupa: cinque sere per attraversare la musica come un paesaggio

Siena — A Siena, quando arriva novembre, la città sembra respirare più piano. Le strade si svuotano, i colori si fanno più profondi, e nelle sale delle Contrade torna la musica da camera, quella che non ha bisogno di grandi gesti per farsi ascoltare. La Rassegna di Note d’Autunno, arrivata alla sua ventiduesima edizione, conferma una volta di più la sua natura: non spettacolo, ma intimità; non clamore, ma precisione artigianale.

di Valeria Russo

La Sala Capitolare della Lupa accoglie quest’anno venti musicisti, come un piccolo porto dove approdano violinisti, pianisti, viole e violoncelli, ciascuno con la propria storia. Si comincia il 19 novembre, con un viaggio che unisce due mondi lontani: il Barocco europeo e il Sudamerica contemporaneo. Il Duo Yvette – due musiciste che sembrano parlare la stessa lingua pur venendo da percorsi differenti – apre la rassegna con un repertorio che sa di radici e di sconfinamenti.

Il 21 novembre, la Lupa si immerge nella cameristica di Antonín Dvořák, con due quintetti che hanno il passo lungo del viaggio e il respiro ampio delle praterie americane. L’Ensemble Ženišek porta in sala archi e pianoforte, trasformando la notte in una struttura di legno vibrante, come se l’autunno si fosse improvvisamente messo a cantare.

Il 24 novembre arriva Animalìa, un concerto-racconto che intreccia uomini e bestie, storie e suoni. Una voce recitante, percussioni, e il Quintetto Logos che affronta pagine difficili, ironiche, a volte persino feroci: Berio, Poulenc, Oliveto. È musica che non si limita a intrattenere, ma pretende attenzione, come certe fiabe che parlano più agli adulti che ai bambini.

Il 29 novembre è la volta del pianoforte a quattro mani. Una coppia artistica – Antonella Bellettini e Guglielmo Pianigiani – attraversa la Francia musicale di Debussy, Poulenc e Ravel, che quest’anno compie centocinquant’anni come un vecchio maestro elegante che nessuno smette di frequentare.

La rassegna si chiude il 30 novembre, nel tardo pomeriggio, con il Trio Marné: Mendelssohn e Brahms, cioè la capacità di dire molto senza mai alzare la voce. Prima del concerto, un tè britannico con pasticcini: un dettaglio che sembra un vezzo, e invece è uno dei modi con cui la Lupa ricorda che la musica è soprattutto ritualità, un piccolo lusso condiviso.

I primi tre appuntamenti sono alle 21.15, gli ultimi due alle 18, e tutti rigorosamente a ingresso libero.
È una rassegna che non urla, non promette rivoluzioni, non cerca platee oceaniche. Preferisce la via umile delle sale raccolte e delle mani che suonano per chi vuole ascoltare davvero.
In un autunno che a volte somiglia troppo a un inverno, questa è una delle rare occasioni in cui ci si può sedere, respirare, e lasciare che la musica faccia il resto.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 13, 2025
Close