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Mps ridisegna Mediobanca: nuovo board, addio a Nagel e fusione all’orizzonte

Siena (domenica, 28 settembre 2025) — Mediobanca è ormai entrata ufficialmente nell’orbita di Mps. Dopo la chiusura dell’operazione di opas, il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni si è riunito per la prima volta il 25 settembre, avviando il percorso che porterà alla definizione del nuovo vertice della storica banca d’affari di Piazzetta Cuccia.

di Valeria Russo

Un passaggio decisivo in vista dell’assemblea del 28 ottobre, data in cui verrà tracciata la rotta che condurrà anche al delisting da Piazza Affari.

La governance in arrivo sarà più leggera e segnerà la fine dell’era dei precedenti amministratori, già dimissionari. Tra questi Alberto Nagel, che chiude così un capitolo iniziato diciassette anni fa. Il consiglio passerà dai quindici membri attuali a un numero compreso tra nove e undici. Per la guida operativa si ridimensionano le possibilità di una soluzione interna, mentre prendono corpo i profili di manager esterni: tra i nomi che circolano ci sono Riccardo Mulone di Ubs, Francesco Pascuzzi di Goldman Sachs, Giorgio Cocini di Pimco e Filippo Gori di J.P. Morgan. Entro il 3 ottobre è attesa la lista di maggioranza che definirà la nuova squadra.

Una volta insediato il board, l’attenzione si sposterà sul progetto di fusione per incorporazione tra Mediobanca e Mps. Un traguardo non immediato, che richiederà tempi tecnici lunghi e che realisticamente vedrà la luce solo nel 2026. Lo stesso discorso vale per l’uscita dal listino, un tema che, secondo indiscrezioni, non sarebbe stato ancora discusso nell’ultima riunione.

Il nuovo polo bancario in formazione si fonda su un azionariato in movimento. Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, ha consolidato una quota intorno al 18% e attende l’autorizzazione della Bce per salire al 19,99%. Francesco Caltagirone ha fatto richiesta per raggiungere il 10%, mentre il Ministero dell’Economia ha ridotto la propria partecipazione al 5%.

Parallelamente, Mps ha incontrato le sigle sindacali alla vigilia del cda. Sul tavolo le questioni che toccano direttamente la vita dei lavoratori: orari, percorsi di carriera, modelli di servizio, previdenza complementare e welfare aziendale. È stata ribadita la necessità di tutelare i familiari dei dipendenti scomparsi in servizio, di scorrere le graduatorie in scadenza entro il 2025 e di garantire mobilità e avanzamenti per merito. I sindacati hanno inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza di mantenere solide prospettive industriali, strettamente legate all’evoluzione strategica del gruppo dopo l’operazione.

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Last modified: Settembre 28, 2025
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