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Monteriggioni, quando la storia esplode nel cielo

Siena (mercoledì, 9 luglio 2025) — Fuochi d’artificio, guidati dal ritmo, hanno illuminato torri e bastioni, chiudendo con meraviglia la trentaduesima edizione della Festa Medievale. Non un semplice addio, ma un vero inchino al passato.

di Valeria Russo

Per tre giorni, il borgo ha smesso di essere solo un luogo. Si è fatto teatro, bottega, accampamento. Ogni strada ha raccontato un frammento di Medioevo: tamburi in lontananza, odore di spezie e cera, voci che recitavano storie antiche, mentre artigiani vestiti come allora tornavano a modellare il tempo con le mani. Chi c’era, ha potuto toccare con lo sguardo un’epoca scomparsa, riportata in vita con cura e dedizione.

Nulla è stato lasciato al caso. Dietro l’incanto, un mosaico di energie: enti pubblici, gruppi locali, attori, registi, cuochi, volontari. Tutti insieme, come le pietre di un ponte, hanno reso possibile ciò che sembrava irreale. Il sindaco, visibilmente soddisfatto, ha riconosciuto come l’impegno condiviso abbia portato risultati importanti, anche in termini di pubblico, nonostante le nuvole capricciose di luglio.

E poi c’è stato anche il gusto, protagonista di una sfida culinaria a tema medievale, che ha premiato l’Hostaria Bonum Est per la coerenza storica e la qualità dell’esperienza offerta. Un premio, sì, ma soprattutto un segnale di quanto anche il cibo possa essere narrazione e identità, quando si intreccia con la ricerca e la passione.

Ora che il sipario è calato, già si avverte il fermento per l’edizione futura. L’obiettivo, condiviso da tutti, è non solo replicare il successo, ma superarlo. Continuare a camminare lungo quel crinale sottile tra memoria e invenzione, tra storia e sogno. Perché Monteriggioni, in fondo, non mette in scena il Medioevo: lo lascia parlare con voce propria, ogni volta un po’ più viva.

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Last modified: Luglio 9, 2025
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