Siena (venerdì, 17 ottobre 2025) — Ci sono segni che non servono a decorare ma a ricordare. Lo Scudo Blu, quello che nei manuali del diritto internazionale protegge i beni culturali dalle guerre e dalle distruzioni, arriverà presto anche sulle mura di Siena.
di Valeria Russo
La Croce Rossa Italiana lo apporrà su quattro porte storiche — Camollia, Ovile, Romana e San Marco — come promessa e monito: la bellezza non si tocca, neppure nei giorni peggiori.
Non è un gesto simbolico qualunque. È il compimento di un percorso lungo, fatto di norme, di accordi, ma soprattutto di sensibilità condivisa. Comune, Soprintendenza e Croce Rossa hanno camminato insieme per portare in città un segno che parla la lingua della memoria e del rispetto. Lo Scudo Blu nasce dalla Convenzione dell’Aja del 1954, la stessa che dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale stabilì un principio tanto semplice quanto fragile: l’arte e la storia appartengono all’umanità intera, e dunque devono essere difese sempre.
Proprio a ottant’anni dalla liberazione di Siena, il cerchio si chiude. È da Porta San Marco che, il 3 luglio 1944, il generale francese Joseph Goislard de Monsabert entrò in città. Ordinò ai suoi uomini di non sparare, e Siena si salvò. Oggi, su quella stessa porta, una targa lo ricorda e suo nipote, Luc de Monsabert, sarà presente al convegno organizzato per celebrare l’apposizione dello Scudo.
Prima dell’incontro, la Banda del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa attraverserà il centro storico, tra vicoli e contrade, fino a Piazza del Campo. Una musica discreta ma potente, che accompagna un gesto civile: la protezione del patrimonio come atto di pace.
Alle 10.30, nella Sala delle Lupe, il convegno riunirà storici, amministratori e rappresentanti della Croce Rossa. Si parlerà di tutela dei beni culturali in tempo di crisi, di ciò che resta e di ciò che può ancora essere salvato. Sul tavolo non solo esperienze tecniche, ma l’idea stessa di comunità che difende la propria identità.
Siena, con le sue mura che resistono da secoli, riceve così un nuovo segno. Non per chiudersi, ma per custodire. Lo Scudo Blu non è solo un emblema internazionale: è una carezza sulla pietra, un modo per dire che la memoria, se protetta, può continuare a respirare.
Last modified: Ottobre 17, 2025


