Siena (martedì, 23 settembre 2025) — All’ospedale Le Scotte di Siena si profila un quadro complesso: nei prossimi mesi quasi trecento professionisti, tra infermieri e operatori socio-sanitari, lasceranno la struttura. Un numero che rischia di creare criticità organizzative e operative se non verrà colmato con tempestività.
di Valeria Russo
Il tema è stato al centro del recente incontro tra il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Siena, Francesco D’Ambrosio, e il direttore generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese, Antonio Barretta. La richiesta di confronto nasce dalle numerose domande di mobilità presentate negli ultimi anni, che hanno generato forte preoccupazione tra gli operatori.
Dall’analisi fornita dal direttore emerge una fotografia precisa: circa cento uscite saranno legate a prepensionamenti o dimissioni volontarie, una trentina a trasferimenti per mobilità sociale e oltre centocinquanta ai movimenti derivanti dal concorso Estar.
Per affrontare l’emergenza, l’Azienda punta su due linee di intervento: da un lato l’attivazione della graduatoria precedente, che potrebbe garantire fino a 188 nuovi infermieri, dall’altro un nuovo concorso per assumere personale infermieristico e oss. Nonostante queste misure, resta l’incognita sull’effettiva disponibilità dei candidati ad accettare l’incarico, a fronte di condizioni salariali meno competitive rispetto ad altri ospedali.
Oltre al problema delle uscite, rimane il nodo della tenuta quotidiana dei reparti. Gli infermieri rimasti si trovano a fronteggiare un carico di lavoro maggiore fino al completamento del turnover, con inevitabili ricadute sul benessere organizzativo. Proprio per questo, oltre a piani di ammodernamento tecnologico e strutturale, OPI Siena sollecita un rafforzamento della formazione, affinché i giovani studenti possano crescere all’interno di modelli professionali solidi e non ridursi a mansioni ripetitive.
Il confronto tra Ordine e direzione si è concluso con l’impegno a monitorare periodicamente lo stato delle assunzioni e delle uscite. La sfida non riguarda solo il reperimento di nuove risorse, ma anche la capacità di trattenere quelle già presenti, valorizzandone il ruolo e restituendo dignità a una professione che rappresenta l’ossatura stessa dell’assistenza sanitaria.
Last modified: Settembre 23, 2025


