Siena (lunedì, 9 settembre 2025) — Un anno è bastato per trasformare un edificio rimasto silenzioso per diciotto anni in un luogo vivo, frequentato, riconoscibile.
di Valeria Russo
Quando Opera Laboratori ha deciso di acquistare e restituire alla città il Palazzo delle Papesse, l’idea non era soltanto quella di aprire porte e finestre, ma di farne un luogo capace di intrecciare creatività artistica, memoria del passato e vita collettiva.
Il 13 settembre il primo traguardo viene celebrato con una serie di appuntamenti, ma lo sguardo non è rivolto al passato: ciò che conta è il futuro, la programmazione, la capacità di tenere il palazzo al centro della scena culturale. I dodici mesi appena trascorsi hanno rappresentato una ripartenza coraggiosa.
Le Papesse hanno ospitato autori di livello internazionale come Julio Le Parc e Hugo Pratt, ma accanto ai grandi nomi è stato costruito un tessuto fatto di laboratori, attività per bambini e adulti, esperienze pensate per stimolare curiosità più che per accontentare un pubblico di nicchia.
L’edificio non fa più solo da cornice, ma è entrato a far parte della narrazione culturale che vi si svolge dentro.. L’altana, punto conclusivo della visita, è stata una delle attrazioni più richieste dai visitatori, segno che l’edificio, oltre a ospitare mostre, si offre come monumento da vivere.
Le esposizioni non sono pensate per ambienti neutri, ma per dialogare con le sale, esaltandone i dettagli architettonici. Non a caso, la corte interna è stata resa accessibile liberamente, a dimostrazione di come l’intento sia quello di unire funzione museale e fruizione quotidiana.
Il percorso espositivo su Pratt non si chiuderà con l’estate: i visitatori avranno tempo fino a novembre per attraversarlo, in un periodo che si intreccia con le giornate del grande festival lucchese dedicato al fumetto. Il 21 novembre aprirà una rassegna dedicata ad Armando Testa, con circa duecento opere che raccontano la storia della pubblicità in chiave artistica. Poi, nel maggio successivo, tornerà il Rinascimento con un progetto espositivo innovativo che ripercorrerà l’abito e la sua evoluzione.
L’investimento su questo palazzo non è stato semplice: prima l’acquisto, poi la creazione di contenuti capaci di attrarre un pubblico vasto. I primi anni, dopo una chiusura così lunga, richiedono risorse e comunicazione per riportare la struttura al centro della vita cittadina.
È nata così la “tessera del curioso”, un abbonamento annuale che ha già superato le seicento adesioni e che permette di entrare liberamente alle mostre, avere sconti e prelazioni sugli eventi. Un segnale che il dialogo con i visitatori è stato avviato con successo.
L’impegno non riguarda solo le esposizioni. Il palazzo si è trasformato in un nodo di relazioni che spaziano dalle accademie artistiche internazionali ai progetti sociali, dalle contrade cittadine fino al sostegno di realtà private come la Fondazione Lavazza. Non è stato chiesto nulla in cambio, ma messa a disposizione la possibilità di aggiungere un tassello importante al mosaico culturale cittadino.
In questo scenario, il palazzo si colloca come nodo di un sistema più ampio che comprende Santa Maria della Scala e la Pinacoteca Nazionale. Ogni istituzione ha la sua identità e i suoi obiettivi, ma i progetti comuni, quando arriveranno, potranno solo arricchire l’offerta complessiva.
Il bilancio di un anno, dunque, non si misura solo con i numeri dei visitatori o con i nomi degli artisti ospitati. Si misura con la sensazione diffusa che il Palazzo delle Papesse sia tornato a esistere come parte integrante della città, un luogo capace di intrecciare memoria, innovazione e partecipazione.
Last modified: Settembre 8, 2025


