Scritto da 5:09 pm Siena, Attualità, Top News

L’amore che deve imparare a non ferire

Siena — Nelle aule del liceo scientifico “Galilei” di Siena, questa settimana, entrerà un tema che gli adolescenti sfiorano ogni giorno senza poterne misurare davvero il peso: che cosa significa amare senza confondere il sentimento con il possesso.

di Valeria Russo

Terrecablate, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, porta qui il progetto Ma tu mi ami?, adattato per ragazze e ragazzi che iniziano a muovere i primi passi dentro relazioni che sanno essere dolci, complicate, a volte pericolose.

Il programma, nato inizialmente per le scuole medie inferiori, è stato riletto in chiave più adulta da una squadra tutta al femminile. Una psicoterapeuta, un’avvocata e due volontarie del centro antiviolenza: quattro sguardi diversi che si incastrano come tessere di un’unica cura. Il loro compito è spiegare ai ragazzi che la violenza non arriva sempre come un urlo, un pugno o una minaccia; spesso comincia in silenzio, con una gelosia scambiata per attenzione, con una password regalata come pegno d’affetto, con un controllo mascherato da premura.

La psicologa guida il gruppo attraverso esercizi pratici. Non teoria astratta, ma situazioni immaginate, ruoli da interpretare, dettagli emotivi da riconoscere prima che diventino un labirinto. I racconti delle volontarie portano in classe esperienze vere, passate da un centro antiviolenza: storie difficili, che non cercano commozione, ma lucidità. L’avvocata, a sua volta, ricompone il quadro giuridico: cosa prevede la legge, quali strumenti di tutela esistono, quando un comportamento supera la soglia dell’accettabile e diventa un reato.

Il filo che lega tutto è la libertà: saper lasciare, saper dire no, saper chiedere aiuto. Crescere significa anche questo: capire che un legame non dovrebbe mai costare la serenità, la sicurezza, l’autonomia.

Terrecablate, con questo progetto, assume un ruolo che va oltre il proprio settore. Non c’è tecnologia, qui, se non quella più elementare e fragile dell’essere umano: riconoscere le emozioni, dar loro un nome, difendere la propria dignità. L’azienda ha scelto di portare l’educazione sentimentale nelle scuole non come gesto simbolico, ma come impegno continuo, già attivo da tre anni nelle medie inferiori della provincia. Il 25 novembre diventa così una tappa, non un punto di arrivo.

L’invito del liceo “Galilei” è solo il primo. Terrecablate è pronta a replicare l’iniziativa ovunque venga richiesta: perché insegnare ai giovani che cosa non è amore è uno dei modi più efficaci per prevenire, prima ancora che intervenire.
E perché una società capace di riconoscere la violenza quando è ancora un seme è già un passo avanti verso un futuro più umano.

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Last modified: Novembre 22, 2025
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