Scritto da 4:15 pm Siena, Attualità, Cronaca

La trama svanisce: Consob non vede accordi segreti né patti sotterranei

Siena (sabato, 6 dicembre 2025) — La vicenda che per mesi ha agitato piazzetta Cuccia – un groviglio di sospetti, ricostruzioni più o meno fantasiose e ipotesi di intese segrete – si è sgonfiata in poche pagine di un documento della Consob, datato 15 settembre 2025. La vigilanza sugli emittenti, dopo aver frugato a lungo tra carte, telefonate e movimenti societari, ha concluso che il presunto patto occulto tra Delfin, il gruppo Caltagirone e Siena non trova alcun fondamento reale.

di Valeria Russo

Non sarebbe insomma esistita quella regia sotterranea che, secondo alcune letture, avrebbe dovuto condurre a un controllo di Mediobanca e Generali aggirando l’obbligo di Opa. Una trama che aveva alimentato settimane di analisi e congetture: il presidente di Delfin da una parte, il costruttore-editore romano dall’altra, e in mezzo l’amministratore delegato di Mps, tutti presunti attori di un concerto in grado di ridisegnare gli equilibri della finanza italiana.

La Consob, dopo aver esaminato tutto ciò che era stato messo sul tavolo da Mediobanca, liquida il quadro come privo di riscontri. Le condotte attribuite ai soggetti coinvolti non mostrano elementi di criticità e, soprattutto, non risultano appoggiarsi ad alcuna prova concreta. Né accordi scritti né impegni verbali, né promesse taciute né patti imperfetti: nulla che possa costituire il presupposto di un’azione comune. Anche la semplice idea di un’intesa suggerita da comportamenti paralleli non regge alla verifica: le scelte dei tre attori – Delfin, Caltagirone e Mps – possono benissimo essere spiegate dalla tutela del proprio interesse economico, non dalla volontà di una conquista coordinata.

In altre parole, l’allineamento di certe mosse non basta a trasformarle in una strategia concertata. La coincidenza non fa la cospirazione. E la Consob, con un linguaggio misurato ma inequivocabile, chiude la porta all’ipotesi di un’azione congiunta finalizzata a prendere il controllo di Mediobanca e Generali.

Il grande romanzo finanziario di questi mesi, insomma, si scontra con un finale molto più semplice di quello immaginato dai suoi lettori più appassionati: ognuno agiva per conto proprio, e non esisteva alcun patto nell’ombra pronto a cambiare la geografia del capitalismo italiano.

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Last modified: Dicembre 6, 2025
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