Siena — Nel cuore della Sala delle Lupe, a dicembre, si apre un passaggio insolito dentro la storia sommersa delle Contrade: non la storia dei cortei, non quella delle bandiere, ma quella più silenziosa, scritta su pagine che per anni hanno dormito dentro scaffali nascosti. La Mostra Mercato dell’Editoria di Contrada nasce da lì, da un gesto semplice e ostinato degli archivisti: riportare alla luce ciò che il tempo aveva relegato nei depositi.
di Valeria Russo
Gli archivisti delle diciassette Consorelle, che conoscono ogni piega della memoria cittadina meglio di chiunque altro, hanno immaginato un luogo dove riunire tutto ciò che le Contrade hanno prodotto negli anni. Hanno trovato nel Comune, nel Consorzio di Tutela del Palio e nel Magistrato delle Contrade interlocutori immediatamente disponibili, capaci di cogliere il valore di un progetto che non ha nulla di folcloristico e molto di profondamente culturale.
Il fine è duplice: salvare un patrimonio e raccontarlo di nuovo. Gli stampati contradaioli, dalle prime pubblicazioni ai lavori più recenti, sono un atlante irregolare della città, un archivio vivo che restituisce non solo la storia di ciascun rione, ma anche il modo in cui Siena ha attraversato epoche, cambiamenti, entusiasmi e crisi.
Il 6 e 7 dicembre, dalle 10.30 alle 19.30, la Sala delle Lupe diventerà un percorso editoriale in diciassette tappe, con oltre quattrocento pubblicazioni in mostra e in vendita. Vecchi libretti consumati dal tempo si alterneranno a edizioni fresche di stampa; numeri unici, trattati, collane, quaderni storici, perfino giornalini e sonetti: un mosaico di materiali eterogenei che raccontano una comunità attraverso ciò che ha messo nero su bianco.
La commissione organizzatrice – Riccardo Manganelli, Alessandra Antonini e Margherita Turillazzi – ha seguito ogni dettaglio con attenzione meticolosa, trovando piena collaborazione nel Magistrato delle Contrade e nel Consorzio di Tutela del Palio. Un lavoro collettivo che ha coinvolto anche l’Ufficio Palio e l’amministrazione comunale, grazie a un dialogo costante e concreto.
Dettagli importanti sono arrivati anche dalla Segreteria del Consorzio, che ha coordinato aspetti organizzativi spesso invisibili, e dallo stesso Manganelli, che ha curato la grafica e i manifesti con una sensibilità capace di far convivere tradizione iconografica e linguaggio contemporaneo.
La mostra non è pensata come un esercizio nostalgico, ma come un invito a riconsiderare la memoria delle Contrade non solo come eredità, ma come materia viva. Ogni libello, ogni opuscolo, ogni quaderno è un frammento del modo in cui Siena ha deciso di raccontarsi. Entrare in quella sala significherà, per due giorni, poter ascoltare quelle voci. Anche quelle che credevamo di aver dimenticato.
Last modified: Novembre 25, 2025

