Scritto da 8:42 pm Siena, Attualità, Top News

In ospedale la musica non irrompe. Si siede, discreta, accanto a chi aspetta

Siena (martedì, 29 luglio 2025) — All’ospedale di Siena, dentro il reparto di Ematologia, qualcosa è cambiato. Non le terapie, né i protocolli. Qualcosa di più sottile. Di più umano.

di Valeria Russo


Succede che, ogni tanto, tra un’infusione e una visita, qualcuno comincia a suonare. Qualche strumento, una voce discreta. Succede che la musica entri in corsia non come visita esterna, ma come presenza naturale, quasi attesa.

Questo è il cuore di un progetto che ha preso forma in silenzio e ora cammina con le proprie gambe: si chiama Ematologia in musica. Non ha fondi speciali, né sponsor vistosi. È cominciato perché qualcuno — un insegnante di filosofia con il flauto in tasca — ha deciso che non bastava insegnare pensiero astratto. Voleva portare qualcosa di concreto, vibrante, lì dove si combatte ogni giorno contro l’invisibile.

È stato Antonio Batelli a iniziare. Ha preso il flauto e lo ha portato dove nessuno se lo aspettava: tra le sedie d’attesa. Nessun palco, nessun riflettore. Solo sedie, flebo, occhi che ascoltano. E poi sono arrivati altri: due giovani medici, uno con una chitarra, l’altro con un violino. Hanno aggiunto le loro note alla sua. E insieme hanno trasformato un’idea gentile in un’abitudine preziosa.

In pochi mesi, quindici concerti. Non eventi isolati, ma una trama costante che attraversa le giornate più lunghe. Per chi attende un esame, una terapia, una parola in più, la musica diventa una pausa vera. Una parentesi che non distrae, ma alleggerisce.

Non è solo la bellezza delle melodie. È il gesto. Il tempo che si dona, senza pretese. Un tempo fuori orario, che non si misura in minuti ma in presenza. La musica non cura. Ma alleggerisce. Ma consola. E la consolazione, a volte, è già una forma di cura.

L’ultimo concerto ha portato anche chi normalmente resta dietro una scrivania. Direzione aziendale, autorità regionali. Si sono seduti accanto ai pazienti, non per parlare, ma per ascoltare. In silenzio. Un segno che il progetto ha superato i confini iniziali. E che forse può crescere ancora, attraversare altri reparti, altre attese.

Fino a ottobre, Ematologia in musica continuerà il suo cammino.
Con passo lieve, come le note che lascia dietro di sé.

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Last modified: Luglio 29, 2025
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