Siena (giovedì, 30 luglio 2025) — Per giorni, aleggiava solo l’incertezza. Nessuna conferma, solo ostacoli. L’inizio atteso faticava a prendere forma. I giorni passavano senza lasciare segni, e l’idea restava sospesa, come un gesto interrotto a metà, mai trasformato in azione.
di Valeria Russo
L’idea restava lì, in sospeso, trattenuta da esitazioni invisibili che la rendevano sempre un passo indietro rispetto al suo stesso annuncio. Un progetto traballante già all’alba, frenato prima ancora di prendere slancio. Una di quelle partenze storte, che zoppicano subito e sembrano destinate a spegnersi, finché qualcosa, all’ultimo, non ribalta la scena.
L’idea del cinema sembrava scivolare via, come una pagina non ancora scritta che il vento minaccia di strappare. Nessun segnale chiaro, solo una lunga lista di nodi da sciogliere che cresceva ogni giorno: uscite da mettere a norma, vie da ripensare, sistemi tecnici da stabilizzare, dettagli strutturali che continuavano a inceppare il meccanismo.
Il primo parere della Commissione comunale era stato netto, quasi definitivo. Ma non è finita lì.
La Cooperativa Nuova Immagine ha reagito come si fa nei momenti critici: senza proclami, ma con un lavoro concreto e rapidissimo. Ha rimesso tutto in ordine, risolto, sistemato. E quel no si è trasformato in un sì, appena in tempo per riaccendere i riflettori.
Così, stasera, allo Stadio Artemio Franchi – curva San Domenico – si torna a guardare il cinema come piace d’estate: seduti sotto il cielo, con gli occhi rivolti a un telo bianco che si anima. Si comincia con La gazza ladra di Robert Guédiguian, poi ogni sera alle 21.30 fino al 7 settembre sarà una nuova storia a riempire lo spazio.
Il calendario delle proiezioni include anche tre opere italiane dal passo discreto ma incisivo: Fuori, Conclave, FolleMente. Titoli che scelgono di farsi ascoltare senza clamore, ma con idee chiare e precise.
Storie diverse per stile e tono, ma unite da una stessa urgenza: quella di esserci, di lasciare una traccia, di raccontare qualcosa che non può più aspettare.
Perché in fondo, questa rassegna è molto più di una serie di proiezioni. È un rito semplice, senza cerimonie, ma con lo stesso calore delle cose che si aspettano ogni anno: lo schermo che si illumina sotto il cielo, le storie che fluttuano nell’aria, e l’estate che passa accanto, leggera, come musica in lontananza. Qualcosa che a Siena non si vuole perdere. Nemmeno quando sembra tutto troppo complicato, troppo costoso, troppo in ritardo.
I titoli di coda possono aspettare. Per ora, c’è ancora tempo per sedersi, spegnere il telefono, e lasciarsi portare altrove.
Il film, stavolta, comincia davvero.
Last modified: Luglio 31, 2025

