Siena (giovedì, 31 luglio 2025) — Ci sono notti in cui il presente sembra farsi da parte. Si cammina tra cortili silenziosi, orti sospesi, e all’improvviso ci si ritrova altrove. Domenica 4 agosto, a Siena, sarà una di quelle notti. Una serata che invita a sollevare lo sguardo e, mentre si osservano le stelle, si prova anche a rimettere insieme ciò che siamo stati.
di Valeria Russo
La serata nasce dall’incontro tra due mondi che da tempo dialogano nella città: quello dell’Accademia dei Fisiocritici, custode di sapere storico e naturalistico, e quello dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena, da sempre rivolto al cielo. Insieme, danno vita a un intreccio fertile tra memoria e osservazione, pensiero critico e meraviglia.
Due luoghi diversi per natura, uno con i piedi nella storia, l’altro con la testa tra i pianeti, ma entrambi curiosi del cielo. Insieme, propongono un nuovo appuntamento di Arti & Astri, ciclo che intreccia scienza e cultura, rigore e racconto.
Protagonisti della serata saranno Duccio Balestracci e Alessandro Marchini. Il primo, storico, ha passato anni a interrogarsi su come il tempo sia stato vissuto prima che diventasse calendario. Non solo date e festività, ma stagioni interiori, raccolti e superstizioni, credenze che avevano il profumo della terra e il riflesso delle costellazioni. Sarà lui a condurre un viaggio attraverso i segni del cielo così come li hanno letti i popoli contadini, i pellegrini, i sognatori del passato.
Sarà poi il momento di Alessandro Marchini, che da anni scruta il cielo come fosse una pagina da decifrare. Con l’aiuto di una mappa stellare tra le mani, guiderà i presenti nel riconoscere le geometrie luminose che disegnano l’estate: le stelle che formano il Triangolo Estivo, la sottile danza di Vega, Altair e Deneb.
La serata inizierà alle 21, tra le pietre antiche della corte dell’Accademia e il verde segreto degli Orti de’ Tolomei. Se il tempo sarà capriccioso, ci si sposterà all’interno, ma l’orizzonte resterà ampio. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. Ai partecipanti verrà consegnata una mappa celeste: non un semplice foglio, ma un invito a orientarsi in un mondo che tende a farci perdere il nord.
Sarà un piccolo rito civile. Perché fermarsi, ascoltare, guardare in alto — oggi come ieri — resta uno dei gesti più profondamente umani che abbiamo.
Last modified: Luglio 31, 2025

