Siena (domenica, 31 agosto 2025) — Il mare non è mai stato soltanto uno sfondo per Giulia Galletti. Per lei, nata a Siena ma cresciuta con il richiamo delle onde, l’acqua è sempre stata un rifugio e un orizzonte. Non c’è stato giorno in cui non abbia sentito quel legame, prima con il nuoto sincronizzato, poi con la vela, arrivata quasi per caso a sedici anni.
di Valeria Russo
Aveva appena ventidue anni quando il mare le ha consegnato la sua corona: non una medaglia lucida, ma la certezza di essere la più veloce a danzare col vento, in coppia con un compagno di viaggio che condivideva la stessa ossessione per le onde.
Una settimana di regate, tre prove al giorno, il vento che cambiava direzione come un avversario invisibile, eppure i due giovani hanno saputo rimanere costanti, calmi, precisi.
L’ultimo giorno, quando la matematica ha confermato che erano irraggiungibili, Giulia ha capito che il sogno che l’aveva accompagnata per due anni di lavoro instancabile si era trasformato in realtà.
Il 2025 è stato per lei un anno irripetibile: oltre al titolo iridato, è arrivata la laurea in Psicologia alla Sapienza di Roma e la vittoria nel campionato italiano. Traguardi che avrebbero potuto stordire chiunque, ma che lei ha accolto come tappe di un percorso ancora aperto.
Allenarsi a Follonica significa avere ogni giorno davanti agli occhi un golfo che sembra disegnato apposta per la vela. Lì Giulia ha imparato a reggere la pressione del vento, la fatica dei lunghi allenamenti, le paure che non mancano mai prima di una partenza. Lì ha anche scoperto la forza della squadra, che compensa la sua naturale ansia con l’equilibrio del compagno di equipaggio.
Fuori dall’acqua, la vita scorre tra libri e appunti universitari. Lo studio delle emozioni e la pratica della vela sembrano universi lontani, ma entrambi richiedono lo stesso talento: riconoscere ciò che non si vede, interpretare segnali minimi e trasformarli in azione.
Giulia non dimentica mai Siena. Nei giorni del Palio, o durante le trasferte lontane, porta con sé i colori della Chiocciola, cuciti addosso come una seconda pelle. Perfino la sua prima barca, oggi usata per allenarsi, custodisce lo stemma della contrada. È un legame che le ricorda da dove viene, anche quando l’orizzonte sembra infinito.
Il calendario segna già una data lontana, eppure palpabile: il prossimo grande traguardo sarà un mondiale che Giulia sogna di affrontare con compagne di viaggio scelte tra chi, come lei, crede che la vela abbia bisogno di una voce femminile più forte. Ma più che il risultato, a muoverla è la passione per un mare che non tradisce mai.
In un Paese che sembra aver smarrito la sua tradizione marinaresca, Giulia rappresenta un contrappunto luminoso. Una ragazza che ha imparato a fidarsi del vento, a domarlo e a lasciarsene guidare. Una ragazza che, da Siena al mondo, continua a dimostrare che il mare, quando lo ascolti davvero, ti restituisce sempre la strada.
Last modified: Agosto 31, 2025


