Siena (martedì, 29 luglio 2025) — A San Gimignano, una galleria d’arte si è trasformata in qualcosa di diverso. Non solo un luogo da visitare, ma un punto di partenza. Una porta aperta verso un progetto che parla la lingua dei giovani, senza dimenticare quella dell’arte. Il primo passo si chiama Gioventour.
di Valeria Russo
Le emozioni passano da parole a segni, da sensazioni a forme. Chi guarda, crea. Chi entra, osserva. Chi resta, partecipa. E chi prova qualcosa, lo vede comparire sullo schermo. È una forma di racconto che usa l’intelligenza artificiale per restituire ciò che l’occhio da solo non saprebbe esprimere. Ma non è solo una questione tecnologica. Cinque comuni, un filo condiviso. Gioventour si muove tra cinque città senesi, portando con sé esperienze costruite insieme ai giovani, passo dopo passo.
L’idea nasce da Generazione T, impresa sociale che lavora nelle aree interne per dare spazio all’iniziativa under 30. In questo caso, il motore del progetto è proprio un gruppo di ragazzi che ha scelto di restare, di partecipare, di immaginare nuovi modi per incontrare il patrimonio culturale.
A San Gimignano, il primo passo è stato un’installazione interattiva. Ma il percorso non finisce lì. Con l’autunno, il percorso continuerà. Nel centro di Poggibonsi, la città diventerà tela. Lungo le strade, appariranno tracce visive pensate per dialogare con chi passa.
Ad Abbadia San Salvatore, dove la musica prenderà spazio nella forma più diretta che esista: il concerto dal vivo; a Chiusi, dove la visita guidata sarà mediata non da una voce neutra, ma da quella di un attore. Infine a Chianciano Terme, l’ultima tappa: un dialogo tra sapori e visioni, tra cibo e arte, tra materia e immaginazione.
Tutto questo non sarebbe possibile senza il contributo di molte realtà: le amministrazioni locali, il gruppo informale In3c, la Fondazione Musei Senesi che ha dato forma e respiro al progetto insieme a Generazione T. E, naturalmente, i fondi europei di Erasmus+, che hanno reso realizzabile un percorso che altrimenti sarebbe rimasto solo nelle intenzioni.
Gioventour non vuole solo portare i giovani nei luoghi della cultura. Vuole ridisegnarli insieme a loro.
Mettere in discussione la distanza tra chi organizza e chi partecipa.
Costruire spazi in cui l’arte non sia da ammirare in silenzio, ma da attraversare con il corpo, la voce, le emozioni.
E lasciare qualcosa, ovunque passi.


