Scritto da 8:53 am Siena, Attualità, Top News

Foreste modello, idee che mettono radici

Siena — A Siena si parlerà di foreste, ma non di quelle da cartolina. Di quelle vere, che respirano e si difendono come possono, spesso contro chi dovrebbe proteggerle. È in programma per mercoledì 12 novembre, alle sedici, al palazzo San Galgano, un incontro che ha l’aria di un piccolo vertice mondiale: studiosi, botanici e testimoni diretti del lavoro sul campo si confronteranno sul progetto delle Foreste modello, una rete internazionale nata per far dialogare comunità e territori intorno al tema della gestione sostenibile del patrimonio verde del pianeta.

di Valeria Russo

Il titolo sembra quasi un poema geografico: La foresta modello dell’Amazzonia Tapajós e le reti di cooperazione. Sotto c’è un’idea semplice, ma gigantesca: se le foreste del mondo potessero parlarsi fra loro – o meglio, se le persone che le abitano e le studiano potessero farlo – forse riusciremmo a curare insieme la febbre del pianeta.

Dall’Amazzonia arrivano Jackson Fernando Rêgo Matos e Franciane Santana Matos, due esperti che portano con sé non solo dati e relazioni, ma il suono delle cicale, la memoria dell’umidità, la consapevolezza che un albero non è mai solo un albero. Li affiancherà il botanico Gianmaria Bonari del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Siena, con la sua esperienza di studioso che osserva le piante come fossero creature pensanti, organismi sociali che si intrecciano e si proteggono.

Ad aprire il confronto saranno Anna Guarducci e Giancarlo Macchi Jànica, docenti dell’Ateneo senese che hanno scelto di intrecciare le radici della scienza con quelle della cultura. Perché una foresta, prima di essere un ecosistema, è un modo di pensare il mondo: ogni pianta è una storia, ogni tronco una colonna vertebrale del pianeta.

L’incontro nasce dalla collaborazione tra i Dipartimenti di Scienze Storiche e dei Beni culturali e quello di Scienze della Vita, quasi a ricordare che non c’è futuro per l’ambiente senza memoria, e che la storia dell’uomo è inscritta nei suoi alberi. In questi giorni, mentre a Belém, in Brasile, si riunisce la COP30 per discutere di cambiamenti climatici, Siena offre il suo contributo discreto e concreto, da città che ha sempre saputo misurare la grandezza delle cose nel passo lento del tempo.

Una Foresta modello, spiegano gli organizzatori, non è un’utopia, ma una rete di persone che scelgono di collaborare. Non solo per conservare un bosco, ma per farlo vivere insieme a chi lo abita. È un laboratorio di cooperazione e fiducia, dove la biodiversità naturale diventa anche sociale.

In fondo, la parola “modello” non indica qui un esempio da imitare, ma un invito a costruire. Ogni territorio, piccolo o grande, può diventare foresta se mette in comune le proprie energie, se lascia spazio all’altro per crescere. Ed è questo il senso più profondo dell’incontro: non solo proteggere la natura, ma imparare da essa come si fa a coesistere.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 10, 2025
Close