Siena (venerdì, 1 agosto 2025) — Non servono i cavalli, né i nerbi agitati tra i canapi, per riaccendere l’immaginario. A volte bastano due nomi, e Siena torna ad avere il fiato corto. Andrea Degortes, detto Aceto, e Sebastiano Deledda, detto Legno, sono pronti a tornare sotto i riflettori, ma non in Piazza del Campo.
di Valeria Russo
Domenica 3 agosto, a Fonni, non ci saranno redini tra le mani né cavalli da trattenere. Solo due uomini, e il peso intatto di una storia che cammina accanto a loro. Senza polvere, ma con lo stesso silenzio teso di certe partenze. Con lo stesso sguardo di chi ha lasciato un segno che non ha mai smesso di farsi sentire.
Nessuna rincorsa, nessuna curva. Solo il tempo che si volta e li guarda. Non saranno in sella, ma la piazza li guarderà come se lo fossero ancora. Due nomi che non hanno bisogno di presentazioni, due volti che l’Isola non ha mai dimenticato. Non è un ritorno: è un passaggio di testimone alla memoria, con il pubblico a fare da contrada.
L’invito ufficiale della Società Ippica ha avuto l’effetto di un tamburo lontano: nel paese si respira un’attesa che somiglia a quella delle grandi carriere. Perché se è vero che nel 1992 si sono affrontati come rivali — tra urla, colpi di nerbo e lo sguardo fisso sul mossiere — è altrettanto vero che oggi li lega una stima profonda, cementata dal tempo e da una vita passata a cavallo.
Il Palio di luglio ‘92 resta un punto fermo nella storia della Festa senese. Non solo per l’epico duello tra Aquila e Pantera, ma anche perché fu il sigillo finale sulla carriera di Aceto: quattordici vittorie, l’ultima in quella corsa rocambolesca in cui Galleggiante lo portò trionfante al bandierino. Una corsa che vide Legno partire in testa, condurre con autorità per più di un giro, e poi finire a terra, tradito da un ostacolo umano comparso all’interno della conchiglia prima di San Martino.
Quelle immagini, ormai parte del patrimonio affettivo senese, sono arrivate fino a una cartolina: non come reliquia nostalgica, ma come scintilla viva di un racconto che ancora emoziona chi vive il Palio con l’anima. A Fonni, questa volta, non ci sarà tensione tra i canapi ma un’intesa ritrovata.
Aceto e Legno si ritroveranno fianco a fianco, non per sfidarsi, ma per far rivivere insieme i racconti che ancora corrono veloci nella memoria collettiva. Il tufo sarà quello dei ricordi, e le urla, stavolta, saranno applausi. Nessuna rivalità, solo la gratitudine di chi ha visto scrivere una pagina irripetibile, e può oggi rileggerla attraverso due voci che, senza più bisogno di vincere, sanno ancora emozionare.
Last modified: Agosto 1, 2025

