Siena (venerdì, 5 settembre 2025) — Il futuro dell’uguaglianza resta appeso a un calendario impietoso: serviranno generazioni intere prima che uomini e donne possano dirsi davvero sullo stesso piano, mentre i passi avanti avanzano a singhiozzo, rapidi in alcuni campi e lenti fino all’immobilità in altri., con settori che avanzano a grandi balzi e altri che restano immobili come incagliati nel tempo.
di Valeria Russo
L’Italia, in questo quadro, resta indietro: ottantacinquesima nella graduatoria mondiale, lontana dai Paesi del Nord Europa che guidano la classifica. Eppure, segnali di cambiamento emergono anche da qui. Uno di questi è la certificazione di genere UNI/PdR 125:2022, adottata da oltre ottomila imprese, tra cui le cantine di Donatella Cinelli Colombini, primo caso nazionale di azienda con organico interamente femminile.
Ma i numeri non bastano. Servono volti, storie, esempi capaci di accendere l’immaginazione e aprire strade. È per questo che il Premio Casato Prime Donne 2025 ha scelto di puntare sull’intelligenza artificiale come chiave del futuro, indicando Darya Majidi come “Prima Donna” dell’anno. Per Darya Majidi il digitale è come un vento che sposta confini invisibili: può spalancare porte che sembravano sigillate, oppure lasciarle chiuse se non c’è chi trova il coraggio di attraversarle.
Senza alfabetizzazione digitale le donne restano spettatrici, con essa diventano registe del cambiamento, capaci di imprimere la propria impronta nei luoghi dove il futuro prende forma . La sua biografia intreccia imprese, formazione e divulgazione: dalle startup innovative alla creazione di un tech camp per ragazze a Volterra, passando per i progetti che legano AI ed etica, maternità e nuovi modelli di lavoro.
Il suo nome non si limita a comparire in una lista: è l’anomalia luminosa che rompe la geometria uniforme di un panorama maschile, l’Italia che trova voce attraverso di lei in un dialogo planetario sull’intelligenza artificiale.
A Montalcino l’applauso non si è fermato alla sua figura: altri nomi e altri percorsi hanno trovato riconoscimento nello stesso giorno. A ricevere un riconoscimento ci sono stati anche due nomi del giornalismo che hanno contribuito a raccontare il Brunello e il territorio: Lara Loreti, con un ritratto intenso delle cantine da non perdere pubblicato su Il Gusto de La Repubblica, e Giorgio Dell’Orefice, che sulle pagine de Il Sole 24 Ore ha seguito la crescita e l’espansione internazionale del Rosso e del Brunello. Premi che legano la divulgazione enologica alla qualità della scrittura, confermando il legame tra cultura e vino come risorsa identitaria.
Accanto alle figure già affermate, il Premio ha scelto di dare spazio a giovani talenti. Studenti del Liceo Linguistico Lambruschini di Montalcino e della Scuola Tessieri – Atelier delle Arti Culinarie hanno portato il loro contributo creativo, con opere e dolci ispirati al tema dell’intelligenza artificiale. Tra loro spicca Giulia Lapenta, autrice dell’opera “Ciclo infinito – Endless cycle”, che accompagna la dedica di Majidi: un invito a immaginare il futuro con competenze, cuore e coraggio.
Il Premio Casato Prime Donne, nato nel 1999 per iniziativa di Ilda Bartoloni e Donatella Cinelli Colombini, è diventato negli anni un osservatorio sul rapporto tra parità di genere e racconto del territorio. Montalcino, con i suoi vigneti e le sue cantine, è lo scenario di un progetto che unisce memoria e prospettiva: un percorso tra arte, vino e testimonianze che celebra le figure femminili capaci di lasciare un segno.
L’edizione 2025 conferma questa vocazione, intrecciando la battaglia per l’uguaglianza con la riflessione sulla tecnologia. Non solo giustizia sociale, ma crescita economica e innovazione: se le disuguaglianze di genere nel lavoro venissero ridotte, il Fondo Monetario Internazionale stima un incremento dell’8% del Pil nei Paesi emergenti. I dati mettono in chiaro che senza la spinta femminile non si muove nulla: non un dettaglio da aggiungere alla narrazione, ma la forza che può ribaltare strutture economiche e aprire nuove traiettorie di sviluppo.
Così Montalcino, terra di vino e di storie, si fa ancora una volta laboratorio simbolico: tra calici di Brunello e algoritmi di intelligenza artificiale, prende forma l’idea che il futuro non sia solo questione di progresso tecnologico, ma di equità, inclusione e coraggio.
Last modified: Settembre 5, 2025

