Siena (lunedì, 8 settembre 2025) — La polvere di Piazza Alfieri non si è ancora posata, ma un nome è già inciso nella memoria collettiva: Giovanni Atzeni, il fantino che tutti conoscono come Tittia.
di Valeria Russo
Con il suo cavallo Anacleto ha spezzato un silenzio lungo trent’anni, restituendo al borgo di Don Bosco la gioia di un Palio che mancava dal 1996.
La finale non è stata priva di scosse: otto i concorrenti al via, dopo l’esclusione forzata di un cavallo, e una tensione palpabile tra gli steccati. Il mossiere, Andrea Calamassi, ha dato il via buono al terzo tentativo. Da quel momento Tittia ha imposto il suo passo: partenza fulminea, testa conquistata e difesa curva dopo curva, mentre dietro i rivali si mescolavano tra inseguimenti e cadute.
A provare a tallonarlo è stato soprattutto Federico Guglielmi con San Damiano, ma la distanza non si è mai colmata davvero. Dietro di lui la corsa si è spezzata: esperti e debuttanti non sono riusciti a reggere l’andatura imposta da Tittia e dal suo cavallo.
Quando il traguardo ha sancito il successo, l’abbraccio tra contrada e fantino ha avuto il sapore della liberazione. Don Bosco ritrova così il gusto della vittoria, dopo anni di tentativi andati a vuoto e attese sempre rimandate.
Per Asti, il Palio dell’8 settembre 2025 resterà la storia di una corsa dominata dall’inizio alla fine e di un legame – quello tra un fantino e un borgo – che alla fine ha trovato la sua consacrazione.
Last modified: Settembre 8, 2025


