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Dazi in arrivo, politici in ferie

Siena (domenica, 13 luglio 2025) — Gli americani ci bevono. Letteralmente. Con 400 milioni di euro l’anno e il 37% dell’intero export, il mercato statunitense rappresenta per i vini toscani non una voce accessoria, ma la colonna portante del bilancio.

di Valeria Russo

Quindi, quando la nuova amministrazione Trump – già nota per la sottigliezza diplomatica – minaccia di reintrodurre dazi punitivi sul vino europeo, la Toscana non alza il calice, ma lancia un (ennesimo) grido d’allarme.

Lo fa per voce di A.VI.TO., associazione che riunisce 24 Consorzi di tutela, 6.000 aziende e qualcosa come 60.000 ettari di vigneto, cioè tutta la filiera che trasforma l’uva in eccellenza. Una filiera che, nel 2024, ha prodotto 260 milioni di bottiglie, mica bruscolini. Il nuovo presidente, Andrea Rossi, ha preso carta e penna (digitale) e ha scritto una lettera aperta destinata a tutti: ministeri italiani, negoziatori europei, Regione Toscana, presidenti di categoria. Più che una lettera, una supplica.

Il messaggio è semplice: se quei dazi entrano in vigore il 1° agosto 2025, per molti produttori toscani sarà l’equivalente agricolo di una bomba a grappolo. E no, non è un’esagerazione. Perché parliamo di un settore che da solo vale oltre un miliardo di euro e che negli Usa ha uno dei suoi mercati più stabili. Distruggere questo equilibrio significa disintegrare una fetta consistente del made in Italy che funziona. E sì, è quella stessa fetta che la politica spesso cita nei convegni, nelle campagne elettorali e nei brindisi istituzionali.

Nella lettera, A.VI.TO. prova anche a suggerire strade alternative. Una, ad esempio, sarebbe smettere di tenere nel cassetto l’accordo di libero scambio con il Mercosur. Oppure si potrebbe alleggerire la zavorra burocratica dei fondi OCM, che ormai pesano più di una barrique piena.

Nel frattempo, Bruxelles tace. Roma balbetta. E i viticoltori toscani – quelli che hanno trasformato un mestiere antico in un’impresa moderna – restano a guardare il calendario avvicinarsi al giorno fatidico come si guarda il countdown di una ghigliottina.

La differenza è che stavolta, al posto della testa, ci finirà un intero comparto economico. Ma tranquilli: a fine agosto, qualcuno si ricorderà di brindare. Magari con un vino californiano.

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Last modified: Luglio 13, 2025
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