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Dal 2026 cambiano le modalità di accesso e pagamento nei Pronto soccorso della Asl Toscana sud est

Siena (lunedì, 8 settembre 2025) — Dal 2026 cambiano le modalità di accesso e pagamento nei Pronto soccorso della Asl Toscana sud est.

di Valeria Russo

L’obiettivo dichiarato è duplice: garantire a tutti cure tempestive nelle situazioni di reale emergenza e, allo stesso tempo, responsabilizzare i cittadini sull’uso corretto del servizio, riducendo così gli accessi impropri che appesantiscono il sistema.

Gli interventi legati a situazioni gravi continueranno a essere completamente gratuiti. I codici di massima urgenza – quelli che richiedono risposte immediate – non prevedono alcun ticket, a tutela del diritto universale alla salute. Diverso il discorso per i casi valutati come non urgenti: per questi, il regolamento introduce un contributo compreso fra i 25 e i 50 euro, salvo le esenzioni già stabilite dalla normativa nazionale.

Restano protetti da qualsiasi spesa i cittadini iscritti al Servizio Sanitario Nazionale e chi possiede la tessera sanitaria europea, quando si tratta di cure urgenti. Invece, per i codici minori si applica la tariffa, a meno che l’assistito non rientri tra le categorie esenti, come disoccupati o persone fragili. I pazienti privi di copertura sanitaria nazionale o europea dovranno invece farsi carico del costo complessivo della prestazione ricevuta.

Per semplificare la gestione, la Asl ha introdotto strumenti rapidi e digitali. Quando termina la visita in Pronto soccorso, all’utente viene consegnato un documento con l’indicazione di eventuali costi. La somma può essere versata immediatamente, utilizzando i terminali automatici installati nelle sale d’attesa o, in alternativa, tramite il sistema digitale PagoPA.

Da gennaio il percorso diventerà interamente digitalizzato: in caso di mancato pagamento entro le scadenze previste, sarà inviato un avviso. Se il debito resterà insoluto, partiranno le procedure di riscossione, curate direttamente dall’azienda sanitaria per i cittadini italiani e affidate a soggetti esterni quando si tratta di utenti stranieri.

Queste regole, spiegano dall’Azienda, vogliono conciliare due esigenze: mantenere il pronto soccorso come presidio sempre aperto e gratuito nelle emergenze, ma anche rendere sostenibile l’organizzazione sanitaria, colpita dai costi derivanti da accessi impropri.

Il senso della riforma è uno solo: il pronto soccorso non può sostituire l’ambulatorio, ma deve essere riservato a chi affronta un’urgenza reale. Per tutto il resto, l’invito è a rivolgersi ai medici di base, ai pediatri e ai servizi territoriali, così da ridurre code, spese e attese inutili.

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Last modified: Settembre 9, 2025
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