Scritto da 9:56 am Siena, Attualità, Top News

Cinema d’estate, ma senza Fortezza. Il proiettore gira verso lo stadio

Siena (mercoledì, 23 luglio 2025) — A Siena, l’estate si riconosce dai temporali improvvisi, dal rumore delle sedie di plastica trascinate all’aperto, e da un’idea ostinata e romantica: guardare un film sotto le stelle, come se la città avesse bisogno ogni anno di confermare che la cultura, per restare viva, deve tremare un po’ di freddo.

di Valeria Russo

Solo che quest’anno la Fortezza ha detto no. Troppi concerti, troppi fili, troppi rischi. Troppi ricordi, forse. E allora il cinema, come certi amori che non trovano più spazio tra le lenzuola di sempre, si è spostato altrove. Ha fatto le valigie, ha salutato le pietre antiche, e si è sistemato nello stadio. Sì, proprio lì, nello stadio Artemio Franchi. Al posto dei cori, adesso ci sono sospiri. E il prato, invece di rincorrere palloni, accoglie finali imprevisti.

È un gesto audace, quasi filosofico: il cinema si sposta dove meno te lo aspetti. E nel farlo cambia anche il pubblico, i rumori, persino il cielo. Quattrocento posti, lato ospiti, curva San Domenico. Chissà cosa penseranno i seggiolini, abituati a sostenere tifosi sudati, mentre accolgono senesi assorti, con la bocca mezza aperta e le mani che frugano nel sacchetto del pop corn.

Tutto era pronto, si diceva, per il 9 luglio. Ma tra una burocrazia e un cavo da stendere, la data è slittata. La nuova arena, dicono, non si poteva semplicemente trasportare da un luogo all’altro, come una sedia da giardino. Andava creata da capo, come si fa con i nuovi inizi.

E allora si comincia il 31. Luglio, non dicembre. Un’estate nel pieno della sua dolce stanchezza. Due settimane abbondanti di proiezioni fino a fine agosto, interrotte solo da quel grande corpo vivo e sacro che è il Palio. Poi si riprende, fino al 7 settembre, con un programma che ha la consistenza di un sogno cinefilo: registi italiani e francesi, storie di città e di destini, animazioni e omaggi.

Ad aprire la fila, una gazza. Ladra, per giunta. E già così sembra chiaro che questa rassegna non chiederà permesso a nessuno, entrerà piano e si porterà via qualcosa. Ogni sera sarà un furto autorizzato alla noia, un piccolo colpo a mano armata di storie.

Si dice che lo stadio, con la sua forma chiusa, garantirà un’acustica migliore. Forse sarà vero. Di certo ci sarà più controllo agli ingressi, e meno furbetti a sbirciare gratis dai muretti. Anche il cielo sarà più ampio, anche l’aria – più dolce – scivolerà tra gli spalti, come una carezza distratta.

In fondo, è sempre una questione di punti di vista. Che sia una Fortezza o uno stadio, il vero spettacolo accade dentro ognuno di noi. E quando lo schermo si accende, non conta dove siamo seduti, ma dove ci porta la storia.

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Last modified: Luglio 24, 2025
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