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Chi veglia sul tufo: il Palio raccontato da chi ne difende la pista

Siena (venerdì, 15 agosto 2025) — C’è un momento, in Piazza del Campo, in cui il rumore della folla diventa un unico respiro. Il tufo, ancora fresco di rullatura, trattiene l’odore della polvere e del sole. Sotto le tribune, tra transenne e varchi, tre figure si muovono in silenzio, controllando ogni dettaglio.

di Valeria Russo

Non hanno tamburi né bandiere, non portano il colore di una sola Contrada, ma l’occhio vigile è il loro marchio. Sono gli Ispettori della Pista, custodi invisibili di quel fragile equilibrio che tiene insieme sicurezza, tradizione e passione.

In Piazza, nei giorni che precedono il Palio, tutto sembra carico di senso: il disegno della pista, le barriere di legno, il mormorio che serpeggia tra la gente.. Eppure, tra le figure che lavorano dietro le quinte, ce n’è una che raramente conquista i titoli di giornale, ma senza la quale la corsa sarebbe molto meno sicura: gli Ispettori della Pista.

Sono tre, scelti tra le Contrade e incaricati di vegliare su ordine e sicurezza. Quest’anno il compito spetta a Stefano Serafini per l’Istrice, Luca Pizzatti per la Lupa e Andrea Cencini per la Selva. Il loro lavoro non conosce orari: la sera del 13 agosto, ad esempio, li ha visti impegnati subito dopo un acquazzone, a valutare insieme a capitani, Deputati della Festa e tecnici comunali le condizioni della pista. La decisione finale non spetta a loro, ma la loro presenza garantisce che ogni valutazione abbia anche l’occhio esperto di chi conosce bene il ritmo e le esigenze della Carriera.

La figura dell’Ispettore della Pista è relativamente giovane nella lunga storia del Palio. Nasce ufficialmente nel 1969, dopo un episodio rimasto negli annali: l’agosto precedente, la pista invasa da persone aveva reso difficile perfino il passaggio dei soccorsi. Serviva qualcuno che vigilasse costantemente, con autorità e conoscenza delle dinamiche di Piazza. A dare forma al ruolo fu l’assessore Lelio Barbarulli, che affidò agli Ispettori il compito di garantire che l’anello di tufo restasse libero durante prove, Corteo Storico e corsa.

Per i primi anni, la nomina era una scelta interna alla Giunta comunale. Dal 1977 il metodo cambia: a indicare i nomi sono le Contrade, tramite il Magistrato, seguendo un meccanismo passato alla storia come ‘sistema Mazzoni’, dal nome del sindaco dell’epoca.. Una formula che ha mantenuto saldo il legame tra la Festa e il tessuto contradaiolo.

Col tempo il ruolo si è affinato. Nel 1981, una modifica al Regolamento del Palio lo ha riconosciuto ufficialmente. Nel 1985, su proposta dei Deputati della Festa, il numero degli Ispettori è passato da due a tre, così da garantire un presidio più capillare. Le loro mansioni restano concentrate su un obiettivo: controllare accessi e soste, prevenire intrusioni e situazioni di pericolo.

C’è anche un aspetto meno visibile ma altrettanto importante: la relazione scritta. In origine gli Ispettori riferivano solo a voce. Dal 1977 i loro rapporti sono diventati documenti formali, limitati inizialmente a questioni di accesso e permanenza. Col tempo, alcuni hanno iniziato a includere osservazioni su aspetti più ampi, sfiorando le competenze dei Deputati. Da qui il dibattito, ancora vivo, su come riportare le funzioni entro confini chiari, evitando sovrapposizioni.

Oggi, nell’era del Palio del terzo millennio, la nomina degli Ispettori continua a passare dalle Contrade, mantenendo vivo quel filo che unisce l’amministrazione cittadina al cuore pulsante della Festa. Sono figure discrete, che raramente ricevono applausi, ma che assicurano che ogni corsa si svolga nel rispetto delle regole, della sicurezza e di una tradizione che a Siena non è soltanto spettacolo, ma identità.

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Last modified: Agosto 15, 2025
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