Siena (mercoledì, 6 agosto 2025) — Era uno dei momenti più attesi, e alla fine è arrivato. Dario Colagè si è presentato al Ceppo con Benitos, quel cavallo che la Lupa non ha mai smesso di considerare suo, anche dopo lo stop forzato dello scorso Provenzano.
di Valeria Russo
La ferita è alle spalle, cancellata dai chilometri e dal tempo. Intorno a lui si muove quell’energia che si riconosce solo quando c’è qualcosa di importante nell’aria. Il cavallo si muove bene, ha risposto alle sollecitazioni, è stato visitato dai veterinari e nessuno, finora, ha sollevato obiezioni.
Colagè non si sbilancia: dice che aspetta gli eventi, che non sa se lo prenderanno, ma nei suoi occhi c’è poco spazio per i dubbi. Per lui, Benitos è a posto. E non c’è nulla da spiegare, perché chi ha vinto come lui, in fondo, si racconta da solo.
È iniziata così la giornata delle previsite. All’alba, al Ceppo, il via alla sfilata dei cavalli. Insieme a Benitos, anche Diodoro: altro nome che fa brillare gli occhi ai contradaioli. Formano una triade che fa sognare mezza piazza: Anda e Bola da una parte, Benitos e Diodoro a contendersi l’altra metà del futuro.
Un livello altissimo, al punto che è quasi crudele dover scegliere il meno forte. In piazza, però, conta altro: la posizione al canape, la prontezza allo scatto, la capacità di infilarsi davanti e restarci. E su questo, Diodoro sembra aver fatto passi da gigante. Se a luglio era apparso incerto, adesso – secondo chi lo conosce bene – è pronto a volare.
E il resto del parco cavalli? Tolte le punte, non mancano i soggetti interessanti. Dorotea, per esempio. La cavalla che ha corso per l’Istrice ha mostrato limiti, sì, ma anche carattere. In quattro giorni non ha mai perso la testa, e questo – dicono – è già un segnale. Se una femmina tiene botta quando tutto intorno trema, allora non è lì per caso: vuol dire che la corsa ce l’ha dentro. Poi c’è Ungaros, altro nome che circola con insistenza. Le qualità le ha già fatte vedere, e non è certo uno da sottovalutare.
I cavalli ammessi alle previsite sono 107. Mancano Zio Frac e Tale e Quale. I nomi girano, le speranze pure. Ma le liste dei fantini? Lì le dinamiche si complicano. Chi sta fuori, come Il Bufera, osserva a distanza. Lui, ai suoi tempi, quei tre là li avrebbe messi in lista subito, nella speranza di montarli.
Ma oggi è diverso. Ci sono equilibri da rispettare, trattative sottili tra chi ha più forza e chi meno, tra chi può e chi deve aspettare. E poi le dirigenze, che sembrano puntare prima sull’uomo e poi sul cavallo. Perché quando in stalla entra un nome grosso, spesso la corsa finisce prima ancora di iniziare.
E Benitos? Nessuno è andato a vederlo d’inverno, né a montarlo. Colagè abita a Roma, e muoversi non è cosa semplice. Ma soprattutto, dice, non ne vede il senso. Che c’è da scoprire? Ha vinto dove contava, si è fatto vedere, si è fatto capire. Adesso tocca agli altri decidere. Prima ai veterinari, poi ai capitani. Lui, intanto, stamani ha camminato come chi sa già di valere. E qualcuno, là in fondo, forse se n’è accorto.
Last modified: Agosto 6, 2025

