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Caso David Rossi, nuove ombre dalla Commissione: l’orologio non era al polso durante la caduta

Siena (martedì, 24 giugno 2025) — Emergono nuovi elementi potenzialmente decisivi dalla seconda Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Monte dei Paschi di Siena precipitato dalla finestra del suo ufficio il 6 marzo 2013. Secondo i primi esiti dell’esame condotto dal Ris di Roma sul video della caduta, Rossi non indossava l’orologio al momento dell’impatto: la cassa e il cinturino dell’accessorio sono stati infatti ripresi mentre cadevano separatamente.

Di Roberto Meloni

Il presidente della Commissione, Gianluca Vinci, ha riferito che il tenente colonnello Adolfo Gregori ha sezionato il filmato in sette frame, riuscendo a individuare sia il punto in cui la cassa ha toccato terra e rimbalzato, sia un dettaglio scuro – il cinturino – rinvenuto poco distante, all’altezza dei piedi del corpo. Questo dettaglio, unito ai risultati preliminari dell’esame medico-legale affidato a Robbi Manghi, porta a ritenere che le ferite al polso dell’ex manager siano al 99% incompatibili con una semplice caduta accidentale.

Due, al momento, le ipotesi principali sul distacco dell’orologio: che si sia impigliato nel perno centrale del davanzale da cui Rossi è precipitato, oppure che, nel caso fosse stato trattenuto per il polso da una o più mani, le anse dell’orologio si siano piegate causando lo sganciamento. Per chiarire questi aspetti la Commissione ha annunciato nuove simulazioni con l’ausilio di un manichino.

L’onorevole Walter Rizzetto, membro della Commissione, ha rilanciato la necessità di riaprire formalmente le indagini: «Due sono ormai le verità accertate: Rossi fu malmenato e non aveva l’orologio al polso durante la caduta». Un’affermazione che trova il sostegno di Antonella Tognazzi, vedova di Rossi, che ha parlato di «una boccata d’ossigeno» dopo anni di battaglie e tentativi di delegittimazione. «Speriamo che la verità venga davvero fuori», ha aggiunto.

La vicenda, a distanza di oltre dodici anni, torna dunque a interrogare istituzioni e opinione pubblica, mentre il lavoro della Commissione prosegue con l’obiettivo di fare piena luce su uno dei casi più controversi della recente cronaca giudiziaria italiana.

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Last modified: Giugno 24, 2025
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