Siena (giovedì, 7 agosto 2025) — Ci sono momenti in cui la voglia di vincere si fa più precisa, più netta. Non è solo ambizione, è un’urgenza che si accumula ogni anno, ogni volta che il canape scorre senza che sia il tuo nome a restare impresso. Per Giosuè Carboni, questo è uno di quei momenti.
di Valeria Russo
Finora, le vere occasioni sono state poche. Quella più concreta è arrivata a luglio, quando la Chiocciola ha deciso di affidargli Tale e Quale. Un nome che sembrava una promessa, un cavallo da corsa vero, almeno sulla carta. Bastano un paio di prove per vedere la verità. A Mociano e a Monticiano è bastato uno sguardo per capire che sei anni lontano dal canape lasciano tracce profonde. Le gambe c’erano, ma mancava la scintilla. E in Piazza, quando il ritmo si fa feroce, non c’è spazio per andare a metà.
Eppure, per una volta, Carboni era stato mandato al canape con l’intenzione di fare tutto il possibile. Non per fare da guardia, non per giocare di strategia. Stavolta l’ordine era semplice: provarci per davvero. Le altre volte era andata diversamente: cavalli meno pronti, ruoli tattici, ordini chiari. Stavolta no. Stavolta c’era l’idea di provarci. Solo che il cavallo non ha risposto come ci si aspettava.
Agosto è alle porte, e lui lo sa: non parte da una posizione di forza. Non ha titoli, non ha ancora inciso. Non è tra quelli che possono scegliersi la Contrada o pretendere il miglior soggetto. Può solo sperare che qualcuno, tra i dieci al canape, gli affidi di nuovo una possibilità vera. Non tanto per esserci, ma per esserci con un senso.
Se poi servirà un ruolo diverso, se il compito sarà quello di tenere in riga l’avversaria, lo farà. Senza remore. Perché fa il fantino, e chi fa il fantino, lo fa fino in fondo. Ma il desiderio, quello autentico, resta quello di provare a vincere. Anche una sola volta. Perché finché non succede, resta un vuoto che nessuna corsa può riempire.
Intanto, si parla di cavalli. I nomi sono sempre quelli che accendono i discorsi: Benitos, Anda e Bola, Diodoro. Presenze che dividono ancora prima di entrare nel lotto. Se ci sono, bene. Se mancano, il Palio si fa lo stesso. È sempre stato così.
E poi ci sono i cavalli suoi, quelli che ha preparato e presentato, uno per uno, sperando che almeno qualcuno venga scelto. Chiosa Vince, Diocleziano, Dovizia, Echtelion, Corinne Clar ed Elenico. L’ultimo è un esordiente, e il passo giusto lo troverà solo col tempo.. Per gli altri, invece, le speranze ci sono. Sono pronti. Ora tocca vedere se qualcuno li vuole.
Non resta che aspettare. Ma con quella fame lì, quella che viene quando non hai mai avuto davvero la tua occasione. E la desideri come l’aria.
Last modified: Agosto 7, 2025

