Scritto da 12:03 pm Siena, Attualità, Top News

ASL Toscana sud est: la forza silenziosa della nutrizione nei percorsi oncologici

Siena — C’è una cura che non passa per le sale operatorie né per i farmaci, ma per la tavola. È fatta di attenzione, equilibrio, piccoli aggiustamenti quotidiani che aiutano il corpo a reggere la tempesta della malattia.

di Valeria Russo

Durante la Settimana della consapevolezza sulla malnutrizione, l’Azienda sanitaria toscana sud est ha deciso di riportare al centro questa verità tanto semplice quanto spesso dimenticata: l’alimentazione è parte integrante del trattamento oncologico.

Ogni anno sono circa un migliaio le persone che entrano nei percorsi della Nutrizione clinica dell’Asl, un sistema che tiene insieme medici, radioterapisti, dietisti, infermieri e nutrizionisti in una rete che accompagna il paziente lungo tutto il cammino della terapia. È una squadra che valuta, misura, consiglia e, quando serve, interviene. Il percorso comincia sempre da una domanda essenziale: quanto il corpo riesce ancora a sostenere la battaglia?

Da lì prende forma un piano che può essere semplice – qualche modifica alla dieta, un’educazione alimentare mirata – oppure complesso, come la nutrizione artificiale per via enterale o parenterale, quando mangiare non è più possibile ma nutrirsi sì. Ogni passaggio è condiviso, discusso, cucito su misura. E non si ferma all’ospedale: molti di questi interventi proseguono a casa, grazie a un sistema che ha imparato a non lasciare soli i pazienti nei momenti più fragili.

All’interno dell’azienda sanitaria, un ruolo chiave è affidato ai gruppi oncologici multidisciplinari, quei tavoli dove ogni specialista porta la propria parte di sapere per individuare per tempo i segnali di rischio e intervenire prima che la malnutrizione aggravi il decorso della malattia.

Proprio in questi giorni, l’Asl Toscana sud est si prepara a pubblicare una nuova procedura aziendale dedicata all’“Attivazione del percorso dietetico nutrizionale del paziente oncologico”, accompagnata da una brochure informativa a diffusione regionale. Non un atto burocratico, ma un passo concreto per rendere strutturale ciò che in molti reparti è già pratica quotidiana: considerare il cibo come una medicina.

Il principio è semplice, eppure rivoluzionario nel suo rigore: il supporto nutrizionale non è un complemento, ma un pilastro della cura oncologica. Una visione che non è più soltanto un auspicio dei professionisti, ma una scelta riconosciuta anche a livello nazionale: la Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità una mozione che invita a potenziare questi percorsi in tutto il Paese.

Così, tra laboratori, ambulatori e cucine domestiche, prende forma una medicina che non promette miracoli ma restituisce dignità: quella che si occupa di far restare forti, vivi, presenti. Perché curare, a volte, significa anche insegnare di nuovo al corpo a nutrirsi, un boccone alla volta.

Condividi la notizia:
Last modified: Novembre 6, 2025
Close