Siena (martedì, 8 luglio 2025) — Ogni luglio, Siena comincia a tremare piano. Non è un terremoto, è una vibrazione sottile che sale dalle scale delle residenze, dai corridoi del Rettorato, dalle sedie spaiate dell’Infopoint. Sono le vite che si preparano.
di Valeria Russo
Le vite che non sanno ancora che si stanno preparando. Da stamattina — 8 luglio, data che in certi calendari ha il sapore dell’inizio anche se l’estate è a metà — si può entrare. Non fisicamente, ché le immatricolazioni ormai si fanno davanti a uno schermo, ma spiritualmente sì.
Si entra nel rito segreto di scegliere. Settantanove possibilità, dice qualcuno. Tante da confondere, ma non abbastanza da escludere. Corsi brevi, lunghi, intrecciati, in italiano e in inglese, alcuni con doppio cuore, qui e altrove, per chi non vuole studiare solo in un posto ma in una traiettoria.
Le città coinvolte sono Siena, Arezzo, San Giovanni Valdarno e Grosseto. Ognuna ci mette il suo accento, il suo modo di dire “biblioteca”, il suo caffè davanti al dipartimento. Non è una rete: è una costellazione. Per chi ancora vaga tra i dubbi, è stato riaperto il cortile del Rettorato.
Non con fanfare, ma con tavoli. L’hanno chiamato Infopoint, ma potrebbe essere il nome di un bar in cui entri solo per capire chi sei. C’è anche il rettore — un uomo che ha capito che nel tempo delle connessioni veloci serve ancora un posto dove ci si guarda in faccia.
Per non lasciare mai la porta chiusa, hanno alternato l’orientamento tra piano terra e primo piano, tra lunedì e giovedì, tra presenza e distanza. Perché c’è chi ama chiedere tutto subito e chi prima ha bisogno di guardare il soffitto e poi scrivere una mail. Tre nuove rotte si sono aperte, come sentieri dopo una frana.
Una parla di biotecnologie e ingegneria — a Siena, e lo fa in inglese, come chi si sveglia già con lo zaino pronto. Una nasce ad Arezzo, e prova a tenere insieme bellezza, territorio, e turismo senza rovinarlo. La terza è sempre ad Arezzo e studia le regole che proteggono i lavoratori e quelli che li devono proteggere.
Tutte e tre parlano un linguaggio nuovo, ma cercano studenti con orecchie attente. C’è tempo per immatricolarsi: chi inizia il percorso da zero ha tempo fino a novembre, chi si iscrive a una magistrale fino a dicembre. Chi invece punta ai corsi più contesi — tipo Medicina — è già dentro al labirinto delle scadenze.
Il cosiddetto “semestre filtro” è lì per ricordare che non basta voler entrare, bisogna restare. Da settembre a novembre sarà un piccolo test di pazienza, presenza e connessione (non solo Wi-Fi). Alla fine, tutto si svolge online, ma nulla è davvero virtuale.
Last modified: Luglio 8, 2025

